Senza pietà. Così gli sciacalli della stampa speculano sul terremoto

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di Virginia della Sala

Accumoli, pomeriggio del 24, collegamento con l’edizione dello speciale La7 sul terremoto condotto da Enrico Mentana. L’inviata racconta della morte di un’intera famiglia sotto il crollo del campanile. La giornalista chiede in studio se sia arrivata la foto della famiglia che ha ottenuto e inviato. “Magari volete mandarla in onda”, dice. “O anche no”, risponde Mentana. Non tutti sono stati pietosi come il direttore del Tg di La7. Quello che segue è un breve e incompleto elenco di quei casi che spinsero Giorgio Gaber a scrivere che “c’è un gusto morboso nel mestiere d’informare / uno sfoggio di pensieri senza mai l’ombra di un dolore…”. Certe volte, troppo spesso, pietà l’è morta.

LA VECCHINA. Un’anziana imprigionata sotto le macerie, un braccio e il sangue. Il soccorritore la tranquillizza, le chiede cosa le faccia male. La vecchina dice, pudica, che ha bisogno di andare in bagno. Non vorrebbe neanche dirlo, ma la scena fa il giro del mondo (“Studio Aperto”, edizione straordinaria del 24, e altri)

TANTI LIKE. La notizia è la partenza degli aiuti da Cesena-Forlì. Nel lancio la richiesta di riempire il post di “like” per far sentire la propria vicinanza ai soccorritori (Facebook, pagina Romagna Oggi).

“THAT WAS GREAT”. Uno dei palazzi sventrati di Amatrice crolla in diretta durante un collegamento. Caos, polvere, paura. Poi una voce (la producer?): “That was great, great, great”, “è stato grandioso, grandioso”. Poi, in collegamento con gli studi americani, chiede se c’è ancora la connessione ed esorta l’inviata – dopo essersi assicurata che stia bene – a descrivere cosa sia successo (Cnn, mercoledì).

IL LUOGO DEL “DELITTO”. In – quadratura su un corpo in barella, coperto da un lenzuolo bianco. “Era una donna di 72 anni”. Subito dopo, il dito: “Ecco, lì è stato trovato il corpo della donna – dice il giornalista indicando un cumulo anonimo di macerie –Dall’altro lato invece il corpo della ragazza spagnola”. Entrambe decedute (Rete4, tg della sera di mercoledì, racconto da Illica).

SILENZIATI. In primo piano l’inviata ad Amatrice. Dietro i Vigili del Fuoco su montagne di detriti: “Hanno chiesto che ci sia silenzio – dice la giornalista che, intanto, continua a parlare – perché forse hanno sentito qualcosa sotto le macerie”. Sullo sfondo, i soccorritori si sbracciano per chiedere a tutti di fermarsi e stare zitti (Tg4, mercoledì sera).

LE CHIAMATE. Dal Tg5 al Tg1, poi anche i siti e, a ripetizione, i canali di all news: vengono trasmesse le telefonate arrivate ai centralini del 113 poco dopo la prima scossa. Urla, panico, richieste di aiuto, descrizioni strazianti. Ma anche, per fortuna, la gentilezza e la professionalità di chi ha risposto.

RETORICA CANINA. “Vipera, uno splendido cucciolo di pastore tedesco che passa di braccia in braccia, un padrone ce l’ha, ma nelle tendopoli che accolgono gli sfollati del sisma, vengono ospitati e accuditi, con pari dignità, anche i tanti cani rimasti senza una casa (…) Anche quella degli animali abbandonati è una piccola emergenza che si aggiunge alle altre emergenze, ben più gravi. Ma i loro sguardi atterriti, i loro occhi che cercano sicurezza, non passano inosservati”(lancio dell’agenzia Ansa di giovedì 25 agosto).

LA PORTA SANTA. “Con un’amica che era ad Amatrice stiamo cercando di recuperare l’elenco delle vittime. Non so quanto ci vorrà, ma appena possibile lo metteremo sul mio blog, e ognuno potrà ‘assegnarsi’ una vittima per cui chiedere l’indulgenza. Io per la mia, una signora anziana che forse, almeno apparentemente, era lontana dalla fede, vado domani a passare una Porta Santa”. (Costanza Miriano, giornalista per Rai Vaticano e autrice di Sposati e sii sottomessa, post sulla sua pagina Facebook, giovedì).

IL VOLANO. “Sei anni dopo, lo stesso viaggio per il terremoto. Nell’aprile del 2009 alla scoperta di quello che restava de L’Aquila, oggi di quello che resta di Amatrice” (Bruno Vespa, camicia bianca pulita a bordo di un elicottero). Poi, in studio con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio: “Il terremoto può essere un volano per l’economia” (Porta a Porta di mercoledì 24 agosto).

RACCONTARE. Un gruppo di sfollati, sedie a sdraio, cerca di cenare. “Da quanto tempo aspetta? Cosa le hanno detto”, chiede l’inviato arrivando alle spalle di una signora che sta mangiando, microfono sguainato. “Per favore, ci lasci stare”, dice l’uomo che le è accanto. “È che siamo in diretta, volevamo sapere quali difficoltà stesse avendo”. “Mi pare siano evidenti”, la risposta. “Lo so, lo so, però è importante anche raccontare .. .” (l’inviato del programma di Rete 4, Dalla vostra parte, nella notte di mercoledì 24 agosto).

TREMORI. Nell’inquadratura uno scorcio di Amatrice. Voce dallo studio: “Ecco, la telecamera in questo momento trema, non sappiamo se sia un’altra scossa”. Dieci secondi. “Non sappiamo se sia il terremoto, ma vediamo la telecamera tremolante…” (Rai news24, diretta, ore 14.31).

PRIMA PAGINA. “Vittime del sisma in palestra – Profughi in albergo” (la prima pagina del quotidiano Libero di ieri corredata di due foto che esplicavano la bella vita dei migranti contro quella dura dei terremotati). “Da nessun amatriciano sentirete dire che bisogna cacciare gli immigrati dagli alberghi per metterci i terremotati” (post Facebook di una abitante di Amatrice, che ha perso la casa nel terremoto)

MISCELLANEA. Donne inseguite mentre corrono, in pigiama, a cercare i figli (Tg4), interviste a sopravvissuti nel letto di un ospedale (Sky Tg24), la ressa di giornalisti e fotografi attorno a un superstite che intralcia il passaggio della barella (varie).

LA REALTÀ. L’inviato, alle 7.35 di mercoledì, è alle porte di Amatrice: “È difficile lavorare in questo momento le persone parlano di apocalisse. Piangono. Ed è comprensibile: basta guardarsi attorno ed è facile immaginare …” (il collega di Sky Tg24 mostra le prime immagini del sisma e dice una cosa sensata). Il Fatto Quotidiano, 27 agosto 2016.

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