FdI-AN Catania, sabato il coordinamento. Messina: “Politica torna in mezzo alla gente”

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di Redazione

Coordinamento provinciale e azioni politiche mirate su tutto il territorio catanese. E’ la road map tracciata da Manlio Messina, consigliere comunale e portavoce provinciale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, che annuncia per sabato la presentazione dei nomi che struttureranno il monumento e il comitato per il NO al referendum costituzionale di ottobre. «La politica tornerà a parlare alla gente, per strada e non dentro il palazzo – dice Messina, che sabato sarà affiancato da Alberto Cardillo (vicepresidente del Consiglio Comunale di Mascali) e Giuliana Salomone (consigliere comunale a Ragalna), tra i protagonisti della rinascita di AN catanese – Contestualmente al coordinamento presenteremo un’iniziativa politica importante, e cioè il Comitato per il NO al referendum costituzionale di ottobre. Riteniamo che sia fondamentale tornare in mezzo alla gente, nel luogo naturale di aggregazione politica che è la strada, la piazza, la comunità nel senso più umano e vero del termine».

«Ormai da anni lo scollamento tra la politica e i cittadini si avverte in modo drammatico – continua il consigliere comunale – il territorio della provincia di Catania si è trasformato in un feudo al servizio della peggiore classe dirigente locale e nazionale, ostaggio di signori che credono di avere il diritto di fare e disfare con l’unico scopo di rimanere avvinghiati alla poltrona dentro il palazzo. Fratelli d’Italia-AN, che già rappresenta sul territorio catanese l’unica forza di opposizione all’amministrazione più trasformista della storia, intende invertire la tendenza e tornare a parlare un linguaggio di verità per strada, ascoltando le esigenze dei cittadini e dando a tutti la possibilità di dare una mano. Il Comitato per il no che presenteremo sabato – conclude Messina – è la prima iniziativa che vogliamo portare al giudizio dei cittadini: si cerca di stravolgere un impianto costituzionale ad uso e consumo di chi governa (senza essere stato eletto) questo Paese. Gli italiani non lo consentiranno e Catania, città con una antica tradizione di studio del Diritto, darà una grossa mano per evitare questo scempio».

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