A Paternò regime in Consiglio: spariscono emendamenti sul commercio nelle aree pubbliche. Obiettivo: far slittare la seduta sull’addizionale IRPEF di venerdì prossimo

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E’ questa la conclusione più ovvia data dalle evidenze. Un stravagante ed in realtà molto grave episodio si è verificato in consiglio comunale questa notte (ieri sera per chi legge). Durante la discussione in consiglio comunale della delibera sul regolamento del commercio nelle aree pubbliche, il presidente del consiglio facente funzioni (il consigliere Nino Calabrò in sostituzione di Laura Bottino, assente) comunica ai consiglieri che mancano i trenta emendamenti allegati al corpo della delibera presentati dalla prima e ottava commissione consiliare. Un fatto molto grave al quale il consigliere Salvatore Milicia, ha risposto così: rimandiamo a domani la seduta sul commercio nelle aree pubbliche. Risultato? Domani (oggi giovedì 13 novembre per chi legge), con tutta probabilità la maggioranza lascerà cadere il numero legale, provocando di fatto un ulteriore slittamento a venerdì 14 novembre, giorno in cui invece si dovrebbe discutere (come da calendario) l’annullamento della delibera di aumento dell’addizionale IRPEF votata lo scorso 1 ottobre al massimo consentito dalla legge, ovvero lo 0,8xmille. Una tattica politica bella e buona, verrebbe da dire. In assise apriti cielo. Il consigliere Giancarlo Ciatto, fuoriuscito polemicamente dal Partito Democratico proprio a seguito dell’approvazione dell’addizionale comunale sull’IRPEF, si dice “schifato” e ha dichiarato in consiglio come “non pensiamo sia tutta un’opera dolosa, ma resta comunque un fatto istituzionalmente gravissimo. Come fanno a mancare degli emendamenti?” Si chiede Ciatto. Risponde il consigliere Ignazio Mannino (Pdl-Forza Italia): “La delibera sul commercio nelle aree pubbliche rischia così di essere inficiata”.

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