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Paternò, Ciatto micidiale contro Mangano: “E’ come un regime”. E lancia un progetto politico alternativo

Comunicato stampa stamane del consigliere comunale Giancarlo Ciatto. Molto duro con il sindaco Mauro Mangano e propositivo relativamente la nascita o il lancio di un nuovo progetto politico alternativo. Di seguito il comunicato integrale di Ciatto.

Ciatto

“Da molte settimane sento provenire – soprattutto dai banchi della maggioranza – appelli ad abbassare i toni, a spegnere la polemica. Certo, in linea di principio, questi appelli potrebbero trovare tutti d’accordo. Quando la polemica è “rovente” il rischio che si corre è quello di indebolire le istituzioni e di confondere i cittadini. Tuttavia ciò che appare, almeno ai miei occhi, è che questi inviti , che arrivano solo in appendice di durissime invettive, siano la rappresentazione plastica di un clima divenuto irrespirabile. Un clima per cui chiunque critichi, anche con forti argomentazioni, chiunque si opponga a questa amministrazione, deve essere “zittito”, oltre che sul piano politico, anche su quello personale. Persino il parere di un organo terzo, quale quello dei revisori dei conti, viene definito un “parere politico”. Affermazioni tipiche di un “Regime”che mal sopporta tutti gli organi di controllo e terzi rispetto alla funzione esecutiva. Questo clima non è casuale, ma è il risultato di un modo di intendere il governo della “cosa pubblica” diametralmente opposto a quelli che sono i principi che ispirano le forze democratiche. Ed è proprio su questo che voglio soffermare la mia attenzione.

Il mio giudizio sull’operato di questa amministrazione è noto ormai da tempo alla Città. Nessun cambiamento reale è stato introdotto nel modo di amministrare, nessuna cesura con certe “pratiche” del passato è stata operata, soprattutto per ciò che riguarda la burocrazia, nessun risultato concreto è stato raggiunto. In nessun settore. Piuttosto in diversi ambiti come quello dell’urbanistica, dello sviluppo economico, della vivibilità, si rischia di fare degli enormi passi indietro. Ed anche l’utilizzo di alcune pratiche clientelari , se si guarda con attenzione e scrupolo alle cose, si vedrà che non è poi così differente rispetto a certe vecchie logiche. Un’amministrazione chiusa, che non costruisce “ponti” e alza “barriere”.
Ma ciò che più mi preme sottolineare è un altro aspetto del nostro “presente politico” , che meglio potrà aiutare a comprendere le scelte che alcuni di noi hanno fatto, e soprattutto potrà fornire un contributo per un diverso “futuro politico”. Infatti, una delle “colpe” più evidenti che questa amministrazione, e il ceto politico che la compone hanno, è quella di avere acuito la frammentazione sociale già piuttosto elevata nella nostra comunità. Una comunità fortemente disorientata , senza guida, e drammaticamente “polverizzata”. Una Città senza un’Anima. Un’ Anima che i vecchi partiti di massa, seppure con mille contraddizioni, avevano saputo dare. Quei gruppi dirigenti hanno avuto una “visione” della Città, che non si esauriva nell’immediato presente. Ed hanno saputo ricondurre ad “Unità” la Società. Ora, è pensabile che una Città così sofferente, priva di una forte identità ( anche per ragioni storiche e sociologiche ), possa risollevarsi sventolando bandiere di Partito e con un modo così approssimativo di governare? Io credo che le attuali condizioni politiche, economiche e sociali , e i mille problemi irrisolti, impongano una “Necessità storica”: quella di mettere da parte le logiche di appartenenza per (ri) costruire un tessuto socio politico intorno al quale possa muovere i primi passi la ricostruzione della Città. Per riunire ciò che è socialmente frammentato , la politica ha bisogno di momenti di Unità che vadano ben oltre i singoli schieramenti politici. Non si tratta di “trasversalismo politico”, ma dell’abbandono di una logica di contrapposizione fine a se stessa. Oggi, e lo dice uno che ha sempre creduto nei Partiti, non è il momento di rinchiudersi in una parte, ma quello per cercare di rifondare un “Tutto” che da oltre vent’anni è andato perduto. Ovviamente ciò a cui faccio riferimento non ha, nemmeno in lontananza, l’aspetto di un accordo di potere. Ne di un qualcosa che può essere costruito nell’attuale legislatura , con gli attuali assetti politico-amministrativi. Non è una operazione che può essere “imposta” dall’alto. Ciò che io immagino non è la costruzione di “contenitori” che , oltre a correre il rischio di non essere riempiti di contenuti, per loro stessa definizione, sono delle scatole chiuse e con dei precisi confini. Io penso, invece, a qualcosa che parta dal basso e che sia aperto ad accogliere il meglio che la nostra Città può offrire. Ma soprattutto che si “nutra” del forte consenso dei cittadini. Un “Manifesto per la Città” che coinvolga tutti gli Uomini di Buona Volontà che intendano impegnarsi per la rinascita di Paternò”.

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