Cateno De Luca blinda progetto con i sindaci e gela Schifani: “Accordo solo per Roma. In Sicilia mani libere”

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Nessun passo indietro sulla linea di autonomia in chiave regionale, pur confermando l’asse tattico siglato a Palazzo Chigi. Presentatosi nell’Urbe in occasione dell’assise promossa da Sud chiama Nord in sinergia con la rete dei Sindaci d’Italia, il parlamentare e primo cittadino di Taormina Cateno De Luca ha colto l’occasione per perimetrare il campo d’azione del suo movimento, sgombrando il campo da eventuali convergence con la compagine di governo dell’Isola in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

Punto di snodo centrale resta la netta distinzione tra le dinamiche parlamentari romane e la scacchiera politica siciliana. «A livello nazionale abbiamo stretto un’intesa con la premier Giorgia Meloni, ma nell’Isola mantengo le mani totalmente libere», ha scandito De Luca, sbarrando la strada all’ipotesi di un sostegno a una seconda candidatura di Renato Schifani per la guida di Palazzo d’Orleans. Il leader autonomista ha rivendicato il proseguo del cosiddetto “governo di liberazione”, fugando contestualmente i timori del campo progressista ed incassando il plauso del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che dal palco ha definito l’apporto di Sud chiama Nord come «un contributo di notevole realismo operativo».

La visione strategica del movimento punta ora a federare gli amministratori locali dell’intero stivale in un soggetto politico unitario a trazione territoriale, superando l’impronta puramente meridionalista degli esordi per consentire ai primi cittadini l’accesso diretto ai seggi parlamentari. Chiusura totale, infine, nei confronti delle esperienze civiche concorrenti: liquidata come un «esperimento da salotto romano» la proposta di Alessandro Onorato, De Luca ha concluso l’intervento strappando gli applausi dell’assemblea con una battuta folkloristica, rivendicando di aver persino anticipato lo stile dell’attuale sindaco di New York, Zohran Mamdani, nei festeggiamenti per le opere pubbliche restituite ai cittadini.