Arriva il via libera definitivo della Camera dei deputati alla nuova legge elettorale, approvata a scrutinio segreto con 227 voti favorevoli e 164 contrari. All’annuncio dell’esito del voto, dai banchi della maggioranza si è levato un lungo e caloroso applauso, mentre le opposizioni hanno manifestato una dura contestazione esponendo cartelli con slogan polemici quali “Legge truffa”, “No all’imbroglio” e “- sanità + armi”.
Il traguardo odierno giunge al termine di un iter parlamentare serrato, aperto dopo che il governo aveva incassato la fiducia lo scorso 6 ottobre sui primi due articoli del testo, seguito nei giorni successivi dal via libera all’articolo 3 — relativo alla ridefinizione territoriale dei collegi di Merano, Bressanone e Bolzano — e all’articolo 8 concernente l’estensione del voto fuorisede ai caregiver. La tenuta della coalizione ha superato il banco di prova decisivo, confermando la compattezza dell’esecutivo.
All’indomani dell’approvazione, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato con forza il risultato politico raggiunto: «A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così». La riforma si archivia così come lo snodo centrale e blindato della legislatura in corso.








