Il premier Meloni al Senato verso il Consiglio UE: “Risposte immediate su caro Energia e tutela dell’Industria”

Sharing is caring!

Un richiamo perentorio all’Unione Europea affinché intervenga senza indugi sul nodo strutturale dei costi energetici per preservare la tenuta produttiva del continente. Nelle comunicazioni rese al Senato il 14 ottobre 2026, a ventiquattr’ore dall’apertura del Consiglio europeo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tracciato le direttive negoziali dell’Italia, ponendo al centro dell’agenda la salvaguardia della competitività industriale e la stabilità economica dei Paesi membri.

La premier ha identificato nei rincari dell’energia e nelle criticità delle catene di approvvigionamento la zavorra principale per imprese e famiglie, sollecitando soluzioni comunitarie immediate e flessibilità nell’applicazione delle regole di bilancio di fronte a shock eccezionali. Nel mirino dell’esecutivo rientra anche il meccanismo di scambio delle quote di emissione (ETS), la cui revisione viene auspicata per impedire che gli ambiziosi target di decarbonizzazione finiscano per deprimere i settori manifatturieri più energivori — come chimica, metallurgia e siderurgia — a tutto vantaggio dei competitor extra-europei. Un approccio che si innesta nel dibattito sul Patto per l’industria pulita e sulle recenti misure varate dalla Commissione per conciliare sostenibilità ambientale e continuità produttiva.

Sul versante della politica estera, il capo del governo ha confermato la linea di fermo sostegno e cooperazione nei confronti dell’Ucraina, ribadendo che un’eventuale interruzione degli aiuti spianerebbe la strada all’occupazione del Paese anziché produrre una pace duratura. Contestualmente, la maggioranza propone un rafforzamento dell’azione diplomatica europea tramite la possibile nomina di un inviato speciale dell’Unione, nell’ottica di una risoluzione equa della crisi che tuteli la sicurezza dell’intero quadrante continentale.