Sicilia, spaccatura nel fronte trasporti: l’Aias si stacca ed evoca i forconi

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Si incrina irrimediabilmente l’unità del fronte di protesta dell’autotrasporto in Sicilia, trasformando la mobilitazione contro l’impennata dei carburanti in una frammentata vertenza di piazza. L’Associazione Imprese Autotrasportatori Siciliani (Aias), guidata dallo storico leader del movimento dei Forconi Giuseppe Richichi, ha annunciato la formale e immediata scissione dal Comitato Trasportatori Siciliani (Cts) coordinato da Salvatore Bella.

«A partire da oggi avvieremo azioni di protesta autonome con la sigla Aias e ci dissociamo dal comitato del Cts: non ci interessa qualsiasi intesa faranno e se ne assumeranno la responsabilità», ha tuonato Richichi, contestando le linee ritenute troppo “morbide” del gruppo di Bella. La protesta promossa dall’Aias ha già fatto sentire i propri effetti sul territorio catanese, con presidi di camion e mezzi pesanti attivi a Misterbianco, Tremestieri e ai caselli autostradali di San Gregorio, provocando marcati rallentamenti della circolazione veicolare. Al fianco degli autotrasportatori si schierano anche gli agricoltori del Comitato Agricoltori Sicilia, rappresentati da Mariano Ferro, pronti a fare fronte comune per denunciare i costi insostenibili della filiera energetica.

Sul versante dei rifornimenti alimentari, la situazione registra un quadro a due velocità. Se in diversi comuni come Messina, Gela e nell’Agrigentino si sono verificati assalti di prevenzione ai supermercati da parte di cittadini timorosi di possibili carenze, la rete della Grande Distribuzione Organizzata garantisce che la tenuta complessiva degli approvvigionamenti rimane sotto controllo. Mancanze circoscritte si segnalano per alcune tipologie di prodotti freschi, carne e ortofrutta confezionata, mentre i tradizionali mercati rionali di Palermo (tra cui Ballarò e il Capo) e di Catania continuano a registrare un regolare afflusso delle merci.