
Palazzo Alessi, sede del Consiglio Comunale di Paternò (Foto: Freedom24News.eu)
di Redazione
Il dopo-commissariamento a Paternò potrebbe passare da una radicale terapia d’urto generazionale, capace di ridisegnare i tradizionali equilibri del quadro politico locale. Nel fitto e riservato confronto avviato tra le forze di Centrodestra e i movimenti civici di area moderata, prende sempre più corpo l’ipotesi di imprimere una netta discontinuità rispetto al passato. Le segreterie politiche starebbero vagliando il profilo di un esponente della società civile: una figura giovane, proveniente dal mondo delle professioni, che non abbia mai ricoperto incarichi amministrativi o scranni nel Consiglio Comunale paternese, e che possa presentarsi all’elettorato libera da vecchie incrostazioni o personalismi.
Un’impostazione fortemente caldeggiata dal Movimento per l’Autonomia, il partito di riferimento dell’ex sindaco Nino Naso, che spinge per una rigenerazione profonda. Il coordinatore regionale in Sicilia dell’Mpa, Fabio Mancuso, ha espresso chiaramente l’auspicio che la coalizione punti su un profilo esterno ai partiti tradizionali, possibilmente giovane e dotato di una dote specifica: la capacità di “parlare a tutti”. Questa indicazione sembra tracciare una linea precisa per il rilancio cittadino, ma il tavolo dei moderati deve fare i conti con i pesi specifici e le legittime ambizioni di tutti i partner della coalizione, in un clima di vivace dialettica interna.
In casa Forza Italia, ad esempio, i motori sono già caldi. Gli azzurri paternesi stanno valutando la presentazione di una lista ufficiale forte, affiancata da una seconda lista civica d’area marcatamente liberale. Nelle prime battute del confronto, non è escluso che possa farsi spazio l’ipotesi di una candidatura del coordinatore cittadino di Forza Italia, l’ex consigliere comunale Francesco Rinina, figura di riferimento del partito a livello locale.
Movimenti importanti si registrano anche sul fronte di Fratelli d’Italia, che attraversa una fase di dinamico travaglio interno: l’ex consigliere comunale ed ex capogruppo del partito in Assise Civica Alfio Virgolini starebbe premendo per una propria candidatura alla guida dello schieramento di Centrodestra o, in alternativa, per la costruzione di un polo civico aggregato attorno al suo nome, intenzionato a tornare in partita dopo la corsa a sindaco del 2022 che lo vide contrapposto a Naso. Bocche cucite, al momento, da parte dei dirigenti del partito di Giorgia Meloni, a partire dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno.
In questo quadro in costante evoluzione, resta alla finestra la Lega. Il partito del Carroccio, guidato in Sicilia dal vicepresidente della Regione Luca Sammartino e strutturato a Paternò attorno alla figura dell’ex vicesindaco Ignazio Mannino, per il momento preferisce non anticipare le mosse, limitandosi a osservare l’evoluzione dei posizionamenti e dei rapporti di forza tra gli alleati prima di calare le proprie carte. La partita per la leadership e per il modello di governo della Paternò del futuro è appena iniziata, e l’asse tra formule tradizionali e scommesse generazionali resta tutto da tracciare.








