05212019FREEDOM FLASH:


A Paternò è scontro totale nel centrosinistra e nel Pd. Archiviata (sembra) la questione espulsioni

IMG-20140606-WA0000Se sembra ormai archiviata la questione dell’espulsione dei quattro consiglieri del Pd, non si placa invece l’insofferenza del Partito Democratico paternese nei riguardi dell’immobilità amministrativa. Cessa la bufera sui quattro consiglieri “irresponsabili”: Giuseppe Sciacca, Sergio Signorelli, Gaetano Statelli e Nino Valore non verranno espulsi per la vicenda che li vedeva coinvolti, cioè quella di avere abbandonato l’aula consiliare nel momento di un’importante votazione, quella alle norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore Generale, facendo andare su tutte le furie il vice presidente dell’Assise civica Nino Calabrò che in una missiva al segretario cittadino e al segretario provinciale del Pd ha evidenziato come: “Dato che le delibere vengono discusse giorni prima, i consiglieri Signorello, Sciacca, Statelli e Valore devono essere allontanati (espulsi se tesserati) dal Partito e di conseguenza dal gruppo consiliare Pd, poiché con il loro comportamento irresponsabile fanno perdere le occasioni di dimostrare la nostra incisività politica ed economica della nostra città”. Pace fatte dunque, o quantomeno tregua. Non passa inosservata però – anche perché è davvero impossibile ignorare la situazione – lo stallo dell’azione amministrativa, il tergiversare su questioni cardine adducendo scuse e responsabilità terze. Tutto questo porta il Partito Democratico a sollecitare la ripresa di una condotta, da parte della squadra di Mauro Mangano, che produca risultati da troppo tempo attesi.

E in attesa di risultati che non arrivano, appunto, vengono lanciati ultimatum su ultimatum: una scialuppa di salvataggio che posticipa e allunga i tempi di permanenza in mare aperto senza la possibilità di procedere. La metafora del “siamo in alto mare” allude alla mancanza del raggiungimento di obiettivi minimi che dimostrino l’efficacia amministrativa. Insomma: il Pd da un lato lamenta che la Giunta non è stata in grado fino a questo momento di rispondere alle esigenze espresse dal Consiglio e quindi dai cittadini; dall’altro prolunga la prova. Se entro sei mesi non ci sarà un’azione di rilancio, così come concepita dai componenti del Partito Democratico, sembra che dovrebbe mancare l’appoggio di maggioranza, i risultati di questo cambio di rotta dovranno percepirsi nell’immediato. Non viene detto espressamente, ma qualora questi risultati invocati non dovessero giungere sembra che il sindaco Mangano dovrà o dovrebbe trovarsi una maggioranza trasversale.

Strano, ma nulla di nuovo c’è in tutto questo. Altri sei mesi vengono consessi ad un’Amministrazione che non ha prodotto nulla di concreto per venire incontro alle istanze dei paternesi. Sei mesi che, ricordiamo, sono già trascorsi. Era lo scorso gennaio quando veni-vano elencati dalla maggioranza consiliare tutti i punti a cui bisognava lavorare, che si tratti del gruppo “Cittadini in Comune” o Pd poco importa, il fatto è che le parole sono sempre le medesime e l’azione latita. Priorità che rimangono: il Piano Regolatore, quindi lo sviluppo urbano, la segnaletica strada-le, la manutenzione stradale e poi fondi rimasti a giacere senza un impiego che possa favorire la città. Il dibattito acceso o meno, le scaramucce interne ai partiti sembrano buttare fumo negli occhi, dare l’impressione che qualcosa si stia muovendo per riportare tutto nella più placida inattività. Tutto scorre nell’indifferenza e forse anche nella rassegnazione, in una città che non è più in grado neanche di accogliere i propri defunti: né vivi né morti si può stare a Paternò. E c’è poco da ridere, c’è da indignarsi e scuotersi da questo torpore, perché quello che sta avvenendo, la brutta china che ha preso questa città, non deve lasciarci tranquilli. Nessuno è esente da quest’atto di responsabilità, a maggior ragione chi ne conosce le potenzialità, la storia, la straordinaria – e purtroppo oggi – bistrattata bellezza. E i paternesi, soprattutto, non meritano questo trattamento. Occorre chiarezza e azioni forti che denotino il cambio di passo, verso ormai la resurrezione di Paternò.

Lucia Paternò

da Freedom24 Freepress in distribuzione il 4 Luglio 2014

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