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Dopo il tonfo in Consiglio, a Paternò la politica sia coerente: sfiducia a Mangano

consiglio comunaleQuello che è accaduto lo scorso venerdì in Consiglio Comunale non è affatto un qualcosa che potrà essere derubricata facilmente, né agli occhi della città né agli occhi dei commentatori politici e giornalisti, né agli occhi dell’opinione pubblica generale. All’interno dell’assise civica, fulcro della democrazia, si è sostanzialmente guastata la maggioranza di centrosinistra. Quella maggioranza che ancora oggi chiamiamo “maggioranza” solo per abitudine, ma che maggioranza non è più. Il gruppo civico Cittadini in Comune, composto da quattro consiglieri, ha di fatto sfiduciato il sindaco, chiedendo le dimissioni del presidente del consiglio e disertando fino a quel momento (se ci sarà) le sedute. Il Pd, per bocca del suo capogruppo Giancarlo Ciatto, ha descritto come fallimentare l’operato di questa amministrazione. Ciatto ha dato la colpa a Mauro Mangano, sindaco di Paternò, dell’immobilismo che caratterizza l’azione amministrativa di questa giunta, avvitata in sterili polemiche interne ormai da più di due anni, oltre che nell’inconcludenza amministrativa, politica e di governo (aggiungiamo noi).

Giancarlo Ciatto è stato insultato dai suoi stessi componenti del gruppo democratico. Avrebbe commesso un errore, cioè quello di non concertare insieme a tutti i consiglieri del Pd una dichiarazione che rappresentasse la posizione del gruppo nella sua interezza. Sbagliato: il capogruppo è il capogruppo. Dovrebbe conoscere già prima di parlare la posizione di ogni singolo membro. E se ha parlato senza sapere, allora non è capogruppo. Su questo ha ragione il consigliere Vito Rau, che durante la seduta di venerdì scorso ha invitato Ciatto a dimettersi. Noi ci associamo.

La colpa non è di Ciatto, però. La colpa, se di colpe si può parlare, è proprio del sindaco. Il primo cittadino è la prima carica politica della città, colui che rappresenta per intero la sua parte politica e che esercita per suo conto. La sua azione è quella del suo partito di appartenenza nel territorio. Su questo nemmeno Mauro Mangano potrà opporsi, nonostante i suoi goffi tentativi ultimi di prendere le distanze dallo sfacelo politico che si è consumato in consiglio lo scorso venerdì. Dice che amministra e che non entra in beghe politiche, il sindaco, perchè non è di politica che si occupa, ma di amministrazione. Una dichiarazione sciocca e inopportuna, specie se a pronunciarla è un aspirante segretario provinciale del Partito Democratico, che di partito se n’è occupato quotidianamente e con passione solo fino a qualche settimana fa, salvo poi ravvedersi dopo lo scandalo tesseramento a Catania. Lei è il sindaco, sig. Mauro Mangano. E il sindaco ha il dovere di dare risposte sul piano amministrativo, certo, ma anche e soprattutto di concertare l’azione di governo e di essere supervisore anche di quella parte politica che lo ha eletto, cioè il Pd. Se in Consiglio Comunale il suo partito non è più con lei, questo rappresenta per l’amministrazione che lei guida un enorme problema. Prima se ne renderà conto, e meglio sarà.

Ora, però, è il momento della coerenza. Non c’è spazio per alcun fraintendimento. E’ il momento in cui ognuno è chiamato ad assumersi responsabilità enormi dinanzi la città. Bravi ai consiglieri di Cittadini in Comune, avete ascoltato i consigli nostri e dei cittadini che amano la politica con la schiena dritta, quella dignitosa e coerente. Ma la coerenza merita un premio solo quando è onorata fino in fondo. Avete chiesto le dimissioni del presidente del Consiglio Comunale, Laura Bottino, eletta con voi e passata al Pd, causando uno squilibrio enorme. Giusto, ma adesso? Avete chiesto le dimissioni e avete promesso, con un documento ufficiale, che resterete fuori dall’assise finché le dimissioni non saranno firmate. Bene, la risposta l’avete già avuta: Laura Bottino ha già dichiarato che le sue dimissioni potete solo sognarvele, e che resterà presidente. Quindi che fate? Vi dimettete? Oppure, coerentemente, passerete da questa parte? Vi invitammo già un paio di mesi fa, da una memorabile prima pagina di Freedom24. Scrivemmo: “Passate con noi”. Dopo le ripetute e forti critiche mosse all’amministrazione in Consiglio, invitavamo Salvatore Fallica, Nino Valore e Lorenzo Arcoria a fare una scelta di campo e passare quindi all’opposizione. Valore ha deciso che per stare con la schiena dritta c’è sempre tempo. Fallica e Arcoria, invece, insieme ai loro compagni di gruppo Parisi e Arena, hanno deciso che appecorinarsi fa male, e che la dignità esiste. Completate l’opera e chiedete una verifica di maggioranza in Consiglio Comunale. Serve chiarezza, la città senò non capisce. Se darete l’impressione di stare alzando la posta in gioco, in attesa che qualcuno si metta in ginocchio per farvi una proposta di matrimonio, avrete preso in giro prima di tutto i paternesi. Nessuno ve lo perdonerà. Se ve la sentite, accomodatevi. Tanto prima o poi andremo a votare.

Andrea Di Bella, direttore editoriale

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