Complotto contro Berlusconi, arriva altra conferma dell’Inghilterra

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telegraph-berlusconi-elezioniSul complotto ordito ai danni del governo presieduto da Silvio Berlusconi nel 2011, ancora più clamoroso è ciò che ha scritto Ambrose Evans-Pritchard in un articolo pubblicato ieri sul prestigioso The Telegraph. Partendo dalle recenti dichiarazioni di Tim Geithner sulle pressioni dell’Ue per rovesciare il governo Berlusconi, egli scrive che «ciò che ha rivelato l’ex ministro americano concorda con quanto noi sapevamo all’epoca circa le manovre dietro le quinte e l’azione sui mercati obbligazionai».

Evans-Pritchard è chiarissimo nel suo giudizio: «Io ho sempre trovato bizzarro ciò che accadde». Fino a poco tempo prima «l’Italia era ritenuta un esempio virtuoso, uno dei pochissimi Stati dell’Ue che si avvicinava a un surplus del bilancio primario» e «non era in grave violazione del deficit». Poi clamorosamente aggiunge: «La crisi italiana dell’autunno 2011 fu scatenata dalla Bce che alzò per due volte i tassi provocando una profonda recessione double-dip (il tipo di recessione che segue le fasi di limitata crescita artificiale). Eppure, la colpa di questo disastroso errore politico fu fatta ricadere sul governo italiano». In altre parole il famoso imbroglio dello spread, con il quale si manipolò l’opinione pubblica facendo credere che il nostro Paese fosse a rischio default, fu costruito per generare una pressione politica violentissima contro Berlusconi e il suo governo.

Evans-Pritchard è netto: quello che è avvenuto contro Berlusconi «è uno scandalo costituzionale di prim’ordine»; ciò che fu fatto in Italia (così come in Grecia con la destituzione del premier Papandreou) «furono colpi di Stato sicuramente nello spirito se non anche nel diritto costituzionale». Fuori dall’Italia, dove la democrazia è ancora una cosa seria e non un giocattolo in mano a vecchi comunisti e maggiordomi dei poteri forti, il tema del complotto contro Berlusconi sta scandalizzando e aprendo questioni politiche importanti sul futuro dell’Europa. Ciò che da mesi sta emergendo dalle rivelazioni internazionali non riguarda un archivio di storia, né attiene al semplice destino di un singolo un uomo politico; ciò che emerge è la fine della democrazia e della nostra sovranità.

Redazione

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