09222018FREEDOM FLASH:


Latitante catanese estortore a Roma: “Sono un delinquente nato”

Estorsioni mafiose a Roma, "io sono un delinquente nato"

Estorsioni mafiose a Roma, “io sono un delinquente nato” (Ansa)

ROMA, 4 NOV – “Io sono delinquente nato” e “se non mi fai trovare i soldi ti sparo a te ed alla tua famiglia….entro dentro casa tua”. Queste le frasi che uno dei sei arrestati di questa mattina, nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Roma su un gruppo di persone, tutte di origine catanese, ritenute responsabili a vario titolo di tentata estorsione ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso, si rivolgeva ad una delle sue vittime. Lo stralcio dell’intercettazione è citata nell’ordinanza di arrestato di circa 80 pagine firmata dal gip Nicola di Grazia.
“Io faccio parte della prima famiglia catanese – afferma uno degli arrestati -. Ti sparo con la pistola che porto nel marsupio, se non mi fai trovare i soldi ti sparo a te ed alla tua famiglia….entro dentro casa tua”. L’indagine dei carabinieri è partita dalla denuncia presentata lo scorso 14 luglio da un imprenditore romano, operante nel settore del noleggio di autoveicoli a medio e lungo termine, nei confronti di un pregiudicato di origini catanesi, stabilitosi ormai da decenni con la propria famiglia vicino a Pomezia.

L’uomo spiegava che il catanese, con la sua convivente romana, di professione agente immobiliare, ed altre persone di origini siciliane, aveva tentato in quattro distinte occasioni, tra il 10 e il 14 luglio 2016, di estorcergli circa 50.000 euro con minacce e violenze. Il 14 luglio l’imprenditore, spaventato, aveva consegnato 2.000 euro prima di denunciare l’accaduto.
Secondo gli inquirenti il pregiudicato di origine catanese nel giugno 2016 aveva ceduto all’imprenditore, fingendosene il proprietario, tre autovetture del valore complessivo di circa 60.000 euro. Dopo aver ricevuto circa 30.000 euro a titolo di anticipo del prezzo complessivo concordato per la vendita, da saldarsi all’atto del formale passaggio di proprietà, il pregiudicato aveva preteso la restituzione delle tre vetture o, in alternativa, altri 50.000 euro da parte della vittima. Gli inquirenti hanno scoperto che due dei responsabili dei fatti denunciati dalla vittima risultano effettivamente appartenenti alla famiglia di mafiosi catanesi denominata Mazzei-Carcagnusi, legata alla nota famiglia dei Santapaola. Uno di loro è stato già condannato per omicidio e associazione di tipo mafioso. Ansa

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