Il Cipess ha approvato il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina, compresa l’intera documentazione trasmessa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A comunicarlo è lo stesso Mit.
Per Matteo Salvini, che considera l’opera una bandiera del suo dicastero, la priorità sarà il contrasto alle infiltrazioni mafiose:
“Il fronte della sicurezza e dell’antimafia è fondamentale. Con il Viminale stiamo adottando gli stessi protocolli usati per Expo e le Olimpiadi. Se non si dovesse fare il ponte per paura della mafia, allora dovremmo smettere di fare qualsiasi cosa”.
Il progetto, dal valore di 13,5 miliardi, prevede non solo la realizzazione dell’infrastruttura ma anche un ampio restyling urbano delle sponde calabrese e siciliana, con la nascita di una “metropolitana dello Stretto”:
“Ci saranno tre fermate sul fronte messinese, una connessione quotidiana tra pendolari, studenti, lavoratori e turisti. Il ponte in sé rappresenta meno della metà dell’investimento complessivo”.
Quanto ai tempi, Salvini si mostra ottimista (e un po’ scaramantico):
“Se si parte come si sta partendo, l’obiettivo è l’attraversamento tra il 2032 e il 2033. Sono gli stessi anni in cui si completeranno Torino-Lione, Fortezza-Innsbruck e la metro C a Roma. Il 20 e il 32: due numeri che sfidano la cabala”.
Prima dell’apertura dei cantieri prevista tra settembre e ottobre, servirà però la bollinatura della Corte dei Conti. Intanto, per gli espropriati, il governo promette indennizzi “più generosi rispetto a quelli per l’alta velocità”.







