115 anni fa nasceva Louis Armstrong, l’ambasciatore del jazz nel mondo

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Cantante e compositore afroamericano, Louis Daniel Armstrong, detto Satchmo, è stato una figura decisiva della musica americana del Novecento. Oltre che un grande musicista, Armstrong è stato un irresistibile ambasciatore della musica popolare degli afroamericani, forse il primo ad aver portato il fascino del jazz oltre i confini del genere.

Un geniale divulgatore

Solista di tromba, cantante e compositore afroamericano, Louis Daniel Armstrong, nato negli Stati Uniti, a New Orleans, nel 1901 e morto a New York nel 1971, è stato un pioniere e un irripetibile divulgatore della musica americana. Il jazz è il primo linguaggio musicale del tutto originale del Nuovo Mondo; ma Armstrong è molto più che un simbolo della cultura musicale statunitense e afroamericana: è uno degli indiscussi geni musicali del 20° secolo.

Personaggio discontinuo e criticato per certi atteggiamenti spettacolari e per la sua sostanziale mancanza di impegno sociale e politico (in particolare per il suo modo di rappresentare una figura di nero americano docile e ben integrato), Armstrong ha segnato con la propria tromba e la propria voce alcuni momenti straordinari dello sviluppo della musica popolare americana e del jazz in particolare. La sua faccia bonaria e simpatica, colta mentre con gli occhi rivolti al cielo suonava ispirato la sua cornetta, è stata spesso utilizzata come immagine simbolica del jazz. Molti sono i fattori che hanno fatto di Armstrong una figura decisiva nell’affermazione stilistica e culturale del jazz. Il suo stile era modernissimo e inconfondibile il timbro del suo strumento, ottenuto da una tecnica sorprendente per un autodidatta; aveva una grande creatività nelle variazioni tematiche, vere e proprie ‘reinvenzioni’ compositive, e una capacità di controllo degli elementi ritmici e melodici; infine aveva una grande comunicativa e notevoli doti di leader che sa anche integrarsi perfettamente nel gruppo di strumenti.

Il jazz diventa popolare

Nato in una famiglia poverissima, che il padre abbandona assai presto al suo destino, a tredici anni è già rinchiuso in un riformatorio, dove scopre la musica, e in particolare la tromba, per merito di un secondino. Inizia la sua carriera di musicista a New Orleans e successivamente fa parte della Creole jazz band di King Oliver e poi della band di Kid Ory. Le sue incisioni degli anni Venti con il gruppo degli Hot five e degli Hot seven rappresentano uno dei primi capolavori della musica americana e una perfetta e smagliante fotografia della grandezza e dell’energia rivoluzionaria della nuova musica.

Dopo questo periodo così creativo, Armstrong perde il rigore degli inizi. Per lui il jazz diventa un modo per affrontare qualsiasi esperienza musicale e inizia a esibirsi spesso come cantante, criticato dai puristi, ma sempre capace di conservare una suggestiva eleganza formale. E lo dimostra il successo di una canzone pop come All the time in the world, certamente la più conosciuta del suo repertorio, passata alla storia della musica leggera anche se con il jazz ha poco a che vedere.

Nel canto Armstrong introduce lo scat, la tecnica di far diventare la voce uno strumento in grado di improvvisare al pari degli altri strumenti del gruppo. Il suo stile vocale, rauco e appassionato, ha influenzato un’intera generazione di cantanti jazz, da Bing Crosby a Billie Holiday, da Frank Sinatra a Ella Fitzgerald, con la quale ha inciso memorabili duetti.

Un grande solista

Armstrong ha saputo spiegare al mondo che l’arte popolare può essere intrisa di verità, calore e passione. E allo stesso tempo ha portato nella musica popolare americana il gusto e il piacere di suonare da solista, insieme a una capacità d’improvvisare che praticava a perfezione, insinuando magicamente la sua tromba nelle pieghe delle melodie, per scoprirne le implicazioni più nascoste.

(Treccani.it)

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