Il pacchetto di riforme al Codice della Strada licenziato dal Consiglio dei ministri introduce una stretta senza precedenti in materia di sicurezza viaria, definendo un quadro normativo più dettagliato sia per i conducenti di veicoli che per chi si sposta a piedi. L’impianto della riconsiderazione normativa punta ad abbattere l’incidentalità a danno degli utenti vulnerabili, normando con precisione i comportamenti da tenere in prossimità delle strisce pedonali e lungo le arterie prive di adeguata illuminazione.
Tra le novità principali destinate a far discutere figura l’obbligo, a carico del pedone, di frenare il passo prima di impegnare l’attraversamento per accertarsi che i veicoli in arrivo abbiano arrestato la marcia, evitando cambi di direzione bruschi o repentini. Contestualmente, la riforma irrigidisce le prescrizioni per chi si trova al volante: in assenza di impianto semaforico o di agenti, gli automobilisti avranno l’obbligo di rallentare e concedere il passo non soltanto a chi ha già iniziato l’attraversamento, ma anche a chi si trova fermo sul ciglio della strada in procinto di attraversare. Le sanzioni per chi nega la precedenza saranno severe, con multe che svariano da 150 a 680 euro.
Il testo introduce inoltre misure di garanzia sulla visibilità notturna. Fuori dai centri abitati e in contesti stradali sprovvisti di illuminazione pubblica, chi cammina lungo la carreggiata sarà tenuto a indossare dispositivi retroriflettenti — come giubbotti ad alta visibilità o bretelle — o ad azionare sistemi luminosi ad hoc, pena una contravvenzione compresa tra 40 e 160 euro. Restano infine disciplinate le modalità di marcia sui margini stradali in assenza di marciapiede, imponendo l’obbligo di procede in fila indiana nelle ore notturne ed evitando assembramenti che possano creare ostacolo alla circolazione.





