INDAGATI A 5 STELLE, TOCCA A RAGGI

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Il sindaco di Roma Virginia Raggi alla commemorazione del giudice Mario Amato, ucciso dai NAR, 23 giugno 2016 a Roma. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il sindaco di Roma Virginia Raggi alla commemorazione del giudice Mario Amato, ucciso dai NAR, 23 giugno 2016 a Roma.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

“Sono molto serena, ho completa fiducia nella magistratura, come sempre. Siamo pronti a dare ogni chiarimento”. Virginia Raggi ostenta sicurezza. Ma il fatto che la procura di Roma abbia deciso di indagarla è l’ennesima tegola sul Campidoglio e, soprattutto, sul Movimento 5 Stelle. I giudici capitolini vogliono vederci chiaro sulla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo che, dopo una valanga di polemiche, il primo cittadino della Capitale si è vista costretta a revocare. Per questo oggi le hanno inviato un invito a comparire in tribunale.

“Abbiamo appreso la notizia con serenità, coscienti che tutto verrà chiarito. Non c’è nessun dubbio in merito alla sindaca e la maggioranza va avanti compatta”. Il capogruppo del M5S in Campidoglio, Paolo Ferrara, cerca di gettare acqua sul fuoco e di ridimensionare la gravità della situazione. Ma l’invito a comparire davanti in tribunale per la nomina del fratello delll’allora capo del personale del Comune, Raffaele Marra, fa traballare ulteriormente la poltrona della Raggi. Le accuse sono abuso di ufficio e falso. “Ho informato Beppe Grillo e adempiuto al dovere di informazione previsto dal Codice di comportamento del Movimento 5 Stelle – si affretta ad assicurare il sindaco – ho avvisato i consiglieri di maggioranza e i membri della giunta e, nella massima trasparenza che contraddistingue l’operato del M5S, ora avviso tutti i cittadini”.

L’iscrizione è maturata alla luce dei rilievi dell’Anac relativi alla nomina di Renato Marra a capo del Dipartimento del Turismo del Campidolio. La Raggi è sotto inchiesta, anzitutto, per falso per aver detto alla responsabile dell’Anticorruzione del Comune Mariarosa Turchi di aver deciso da sola su quella nomina su cui l’Autorità guidata da Raffaele Cantone ha poi avanzato una serie di rilievi. Quanto all’ipotesi di abuso d’ufficio, la sindaca non avrebbe effettuato una comparazione valutativa dei curricula e non avrebbe impedito a Raffaele Marra di partecipare alle procedure di nomina del fratello. La circostanza è costata allo stesso Marra, attualmente in carcere per corruzione in concorso con l’imprenditore Sergio Scarpellini, un’analoga accusa di abuso ufficio.

L’interrogatorio si terrà solo la prossima settimana. Eppure, subito dopo la comunicazione della Raggi, in Campidoglio è scoppiato il putiferio. Le opposizioni hanno chiesto a gran voce le dimissioni del primo cittadino. “In altri tempi il M5S avrebbe chiesto le dimissioni del sindaco Raggi – twitta il senatore Pd Andrea Marcucci – ora quasi per magia sono diventati garantisti”. Matteo Renzi, però, ha invitato tutto il partito a “rispettare la presunzione di innocenza” e a “non rincorrere le polemiche”. IlGiornale

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