Un’operazione tattica di primo piano ridisegna gli equilibri parlamentari e stringe i rapporti tra la coalizione di governo e Cateno De Luca. Con il passaggio formale dei deputati Manlio Messina e Luca Sbardella, la formazione politica Sud chiama Nord fa il suo ingresso ufficiale alla Camera dei deputati, aggiungendo i due parlamentari al rappresentante uscente Francesco Gallo e raggiungendo così la soglia necessaria per costituire una propria componente autonoma a Montecitorio.
La mossa, formalizzata con il deposito della documentazione annunciato dalla presidente del movimento Laura Castelli, riveste un valore strategico decisivo per il sindaco di Taormina: la presenza del gruppo parlamentare consentirà infatti al partito di beneficiare delle esenzioni previste e ridurre drasticamente la raccolta firme a 1.500 sottoscrizioni per collegio — contro le 6.000 previste dalle maglie più stringenti della nuova normativa elettorale. Tra i protagonisti dell’intesa figurano l’ex assessore regionale catanese Manlio Messina (già fuoriuscito da Fratelli d’Italia) e lo stesso Luca Sbardella, commissario regionale del partito della premier, la cui adesione “tecnica” viene descritta dall’entourage di maggioranza come una scelta volta ad ampliare il perimetro del centrodestra verso le realtà civiche e territoriali.
L’ufficializzazione dell’asse romano provoca tuttavia contraccolpi immediati nello scenario politico siciliano: l’intesa con il governo nazionale ha spinto le forze del campo largo progressista a sbarrare definitivamente la strada a una possibile alleanza regionale con De Luca in vista delle prossime competizioni elettorali nell’isola. Dal canto suo, il leader autonomista continua a rivendicare autonomia di azione e “mani libere” sul tavolo della politica isolana.







