Acireale, terrore in uno studio legale. Irruzione con armi e richiesta di riscatto: arrestato 56enne

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Si aprono le porte del carcere di Piazza Lanza per un cinquantaseienne residente ad Acireale, fermato dai poliziotti del locale Commissariato in forza di un provvedimento cautelare del GIP del Tribunale peloritano, richiesto dalla Procura Distrettuale. I reati contestati spaziano dalla tentata estorsione alle minacce pluriaggravate dall’impiego di un’arma da fuoco, al termine di una condotta persecutoria sfociata in un gravissimo episodio d’intimidazione diretta.

I fatti risalgono alla fine dello scorso settembre, quando l’uomo si è presentato visibilmente alterato all’interno di uno studio legale del centro cittadino. Incapace di rassegnarsi all’esito negativo di un contenzioso civile che lo vedeva soccombente, l’indagato ha preteso dai professionisti presenti la consegna immediata di centomila euro a titolo di presunto indennizzo, impugnando una pistola per terrorizzare le vittime e paventando estreme conseguenze fisiche.

Nel corso dei circa trenta minuti di tensione, uno dei legali è riuscito con scaltrezza ad avviare la registrazione audio sul proprio cellulare, catturando integralmente gli ultimatum e i dettagli delle pretese economiche. Quel contributo informatico, minuziosamente analizzato dagli inquirenti, ha costituito l’elemento chiave dell’inchiesta. Dalle verifiche è emerso un quadro ancora più inquietante: l’uomo aveva infatti sviluppato un’ossessiva ritorsione verso l’intero apparato giudiziario e politico, rivolgendo accuse di falsità e condotte infedeli non solo a periti e avvocati, ma anche al magistrato del Tribunale etneo che firmò la sentenza e ad alcuni amministratori locali. Già noto per precedenti episodi violenti che avevano richiesto in passato l’intervento dei reparti speciali della Polizia, il cinquantaseienne è stato infine bloccato per prevenire ulteriori e ben più tragiche escalation.