Sicilia. Nessuna dimissione per Schifani, la Regione Siciliana vara il Ddl anticorruzione

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Nessun passo indietro e nessuna intenzione di rassegnare le dimissioni. Al culmine delle polemiche politiche e delle turbolenze interne a Forza Italia legate alle recenti inchieste giudiziarie, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani incassa la compattezza della sua giunta e sceglie la via della risposta istituzionale. Riunitasi a Palazzo d’Orléans, l’esecutivo regionale ha escluso qualsiasi dibattito sulla crisi, ribadendo la priorità di portare a termine gli atti amministrativi pendenti, dalla legge di stabilità alle variazioni di bilancio.

Accantonate le ipotesi di rottura, la riunione ha impresso una svolta sul fronte della moralizzazione amministrativa, varando un nuovo disegno di legge anticorruzione e per la trasparenza dei processi decisionali pubblici. L’asse portante della misura, illustrata dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, prevede strumenti di controllo stringenti per prevenire forme di influenza indebita sull’attività di governo. Tra le novità di spicco figurano l’istituzione del registro dei portatori di interessi presso la presidenza della Regione, l’obbligo di pubblicare online le agende degli appuntamenti istituzionali di assessori e decisori, e il tracciamento formale di ogni interlocuzione extraprocedimentale con i lobbysti.

«Abbiamo approvato un disegno di legge che regolamenta la trasparenza all’interno dell’amministrazione regionale: è un passaggio di grande importanza, che ci permetterà di diventare la Regione più trasparente d’Italia e dimostra che il governo regionale ha gli anticorpi», ha dichiarato Dagnino a margine dei lavori. Il testo normativo punta ora a un iter accelerato all’Assemblea Regionale Siciliana, mentre la giunta prosegue l’ordinaria amministrazione sbloccando i tredici punti all’ordine del giorno, tra cui le nomine strategiche e il piano di rilancio per le infrastrutture viarie e ferroviarie dell’isola.