La misura economica che prevede la sospensione della tassa automobilistica per il 2027 porta con sé uno snodo finanziario particolarmente delicato per gli equilibri dei bilanci territoriali. Durante un incontro al Ministero dell’Economia alla presenza del ministro Giancarlo Giorgetti, i governatori delle Regioni hanno espresso forti preoccupazioni sulla tenuta dei conti e hanno preteso garanzie formali: l’azzeramento temporaneo dell’imposta per le vetture fino a 80 kW non dovrà comportare alcun ammanco o perdita di risorse per le casse locali. Da parte sua, il Tesoro ha rassicurato le amministrazioni regionali garantendo un meccanismo di compensazione finanziaria integrale a carico dello Stato, mentre a livello europeo le autorità di Bruxelles si preparano a vagliare con attenzione la sostenibilità delle coperture individuate.
Il confronto mette in luce una criticità tecnica fondamentale: poiché il bollo auto costituisce una delle principali entrate proprie per le amministrazioni locali, la sua eventuale sospensione statale senza ristori certi rischia di incidere direttamente sull’erogazione di servizi essenziali quali la sanità pubblica, il trasporto locale e l’assistenza sociale. Senza un riequilibrio coperto integralmente dal bilancio dello Stato, le Regioni si troverebbero infatti costrette a ridurre la spesa pubblica o a reperire entrate alternative per evitare il dissesto. Sullo sfondo resta inoltre il dibattito interno alla maggioranza di governo, dove crescono le pressioni per allargare ulteriormente la platea dei beneficiari oltre i limiti stabiliti.








