Guerra Ucraina. Putin: “Pronti a fermare i raid se Kiev dovesse andare al voto”

Sharing is caring!

Nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno, il presidente russo Vladimir Putin è tornato a parlare della guerra in Ucraina, attribuendo a Kiev la responsabilità del mancato negoziato. Secondo il leader del Cremlino, l’Ucraina «non ha mostrato alcuna volontà di fare concessioni territoriali» e avrebbe rifiutato sia il ritiro delle truppe dal Donbass sia l’attuazione degli accordi negoziali precedenti.

Putin ha ribadito la posizione russa sul 2022, sostenendo che Mosca fu «costretta a riconoscere le Repubbliche di Lugansk e Donetsk» dopo il deterioramento del conflitto, accusando le autorità ucraine di aver escluso una soluzione pacifica. Allo stesso tempo, ha affermato di cogliere «alcuni segnali» di una possibile disponibilità al dialogo da parte di Kiev.

Il presidente russo ha però posto una condizione politica chiave: la necessità di elezioni in Ucraina per rendere il governo «legittimo». In questo contesto, ha dichiarato che Mosca sarebbe pronta a valutare una sospensione degli attacchi in profondità nel giorno delle elezioni, collegando ogni possibile apertura diplomatica alla legittimazione istituzionale delle autorità ucraine.