Sicilia, torna “Il Megafono” di Rosario Crocetta (che diventa partito)

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crocetta_megafono400Crocetta lancia la sfida al Pd. E per farlo, imbraccia nuovamente il suo Megafono. Un incontro romano, quello di ieri sera, che ha sancito la (ri)nascita del movimento del governatore, finito nei mesi scorsi la centro delle polemiche relative ai rapporti col Partito demcoratico. Polemiche tali da “scomodare” commissioni di garanzia nazionali e regionali. E da constringere il presidente ad abbandonare il gruppo parlamentare che portava anche il suo nome (“Megafono-Lista Crocetta”, appunto) per iscriversi a quello del Partito democratico.

In quei giorni, il Megaono era una specie di idea culturale, un movimento di idee, una idea e basta. Era, insomma, tutto fuorché un partito. Nonostante le ultime elezioni amministrative avessero visto candidati megafonini contrapporsi persino a quelli appartenenti agli alleati “privilegiati” del Pd. Un fatto che ptorebbe ripetersi presto, già in occasione delle prossime elezioni amministrative. Ma da ieri sera, il Megafono è qualcosa di più di una idea, appunto. E somiglia sempre di più a un partito. È stato costituito, infatti, il coordinamento regionale del quale faranno parte – stando alle notizie non ancora ufficiali – i deputati regionali e alcuni politici rappresentanti dei territori.

La costituzione del coordinamento regionale è il frutto della riunione romana, dicevamo, alla quale avrebbero preso parte appunto i deputati regionali Giovanni Di Giacinto, Nello Dipasquale, Antonio Malafarina e Nino Oddo e il senatore Beppe Lumia. Oltre, ovviamente al governatore. La “location” scelta, quellla della Capitale, appunto, avrebbe avuto un duplice significato: da un lato quello di evitare ‘gossip’ politici e poter discutere lontano dai riflettori siciliani, dall’altra quello di venire incontro alle esigenze di Crocetta che stamattina potrebbe (dovrebbe) incontrare il vice di Matteo Renzi, Lorenzo Guerini. Sul tappeto le solite questioni relative al rimpasto. Pochi giorni fa, infatti, il segretario regionale del Pd Fausto Raciti si era recato dal vicesegretario nazionale del partito per consegnargli, così come era stato deciso in occasione della direzione regionale pre-estiva, i nomi che compongono la “nuova” delegazione dei democratici in giunta. Tra questi, ci sarebbero i riconfermati Agnello e Bruno e le possibili (ma non così scontate, stando ai rumors di palazzo) new entry di Angelo Villari e Cataldo Salerno.

E oggi con Guerini, Crocetta non potrà non trattare l’argomento-rimpasto. Ma prima, come detto, ecco la riunione con i “suoi”. Alla presenza del senatore Beppe Lumia. C’è da far risorgere il Megafono. “Il presidente – conferma il deputato regionale Nello Dipasquale – vuole che il movimento abbia una struttura. E’, del resto, quello che chiedevamo da tempo e il motivo dei recenti malumori che hanno portato anche al cambio di nome al gruppo parlamentare. Crocetta, e ne ero certo, ha compreso il motivo delle nostre lamentele e ha deciso di accogliere le nostre richieste”. A giugno, in effetti, era scoppiata la “bomba” Megafono. Anzi, era scoppiato proprio il gruppo, del Megafono. Una fronda inaspettata che portò persino i deputati a cambiare denominazione, scegliendo quella di Socilisti e Territorio. Una decisione che venne accolta con grande asprezza dal presidente: “Questo è un golpe – disse Crocetta meno di tre mesi fa – per quanto mi riguarda questi deputati ingrati possono pure passare all’opposizione”. 

Nubi che si sono definitivamente allontanate, pare. E la riconciliazione avvenne qualche giorno dopo, a cena. Anche in quel caso, al tavolo, i deputati regionali, il presidente e il senatore Lumia. Ma la trasformazione del Megafono in un vero e proprio partito, riaprirà le questioni apparentemente risolte dei rapporti col Pd. Sia i garanti nazionali che quelli regionali, infatti, avevano sancito l’incompatibilità tra Megafono e Pd. Nel senso della “doppia militanza”, della doppia tessera. E soprattutto escludevano che il Megafono potesse giocare il ruolo di “rivale” in occasione delle tornate elettorali, del Pd stesso. Ma Crocetta e lo stesso Lumia sono esponenti di rilevo del Partito democratico. “L’errore del Pd – insiste però Dipasquale – è stato quello di voler entrare nelle questioni di un movimento che non appartiene al Pd. Tutti noi militanti del Megafono veniamo da esperienze diverse. Io stesso, vorrei ricordare, mi sono dimesso da sindaco di Ragusa perché ho creduto in questa idea. E il movimento Territorio ha portato a Sala d’Ercole cinque parlamentari. Il Megafono non è stato del Pd, non è del Pd, non sarà mai del Pd”.


Ma le polemiche quasi certamente esploderanno di nuovo e più forti di prima, visto che quello sancito ieri sera è un vero e proprio “salto di qualità” del movimento. “Finora qualcuno – spiega però Dipasquale – ha utilizzato la questione Megafono per attaccare e delegittimare il presidente. Ma noi abbiamo deciso di andare avanti, costituendo un coordinamento regionale e lavorando a uno Statuto e a un regolamento. Poi estenderemo questa struttura alle realtà provinciali rappresentate dai parlamentari regionali oltre ad alcune espressione dei Territori”.

Resta il dubbio sul “doppio ruolo” ricoperto in questo caso da Crocetta e dallo stesso Lumia. Anche su questo, Dipasquale non ha dubbi: “Crocetta resta un dirigente del Pd, ma è anche colui che ha avuto l’idea di mettere insieme persone che andavano oltre gli schieramenti. Anche il ruolo di Lumia è di primissima importanza. Credo – ha concluso Dipasquale – che sia uno dei pochi uomini in Sicilia che ancora si occupa di politica”. Col Pd. E anche col Megafono.

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