Acqua alta a Venezia, nuovo ricorso al Mose

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Il Mose è entrato in funzione stamane a Venezia per fermare l’ingresso in città di un’alta marea eccezionale, con vento di scirocco. E’ previsto che il picco raggiunga i 130 cm. E’ la seconda volta – era già successo il 3 ottobre – che il sistema di dighe viene attivato, in fase di emergenza, durante un episodio di acqua alta. Le paratoie permettono di sbarrare il passaggio tra mare e laguna alle tre bocche di porto, fermando così la crescita della marea in città. L’operazione è stata preceduta come sempre dall”ordinanza della Capitaneria per l’interdizione, a Mose sollevato, della navigazione.

“Ore 9.18 la Città è all’asciutto. Tutte le paratoie sono in funzione ore 10.45 è previsto un picco almeno di 135 cm perché la bora è in rinforzo. Si prevede di abbattere verso le 13.30 e riaprire i canali verso le 15.30”, scrive su Twitter il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, facendo il punto sul funzionamento odierno del Mose e il contrasto all’acqua alta in città. 

L’acqua alta a Venezia è stata bloccata con successo dal sistema Mose. Alle barriere del Lido-San Nicolò alle 10.30 si sono registrati 135cm, in Adriatico 105 (alle 10.5), ed in laguna 65cm. Un differenziale – secondo il Centro maree del Comune – di 70cm che, per effetto del vento di Bora, si è poi amplificato quando l’acqua dalla città lagunare è stata spinta a sud verso Chioggia tanto che a Punta della Salute, davanti a San Marco, si sono registrati poi soli 47cm. In laguna sud invece la marea è salita, alle ore 11.00, fino a 92cm ma Chioggia è rimasta comunque all’asciutto.

Il Centro previsioni del Comune comunica che, a Mose attivo, la marea è stabile in città tra i 60 e 65 centimetri, quindi senza nessuna zona allagata, mentre a Chioggia, a causa del forte vento di Bora, si registrano circa 10-15 cm in più rispetto al capoluogo. Ansa

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