Paternò, parla Cunsolo: “Maggioranza censurata dalla stampa”

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DAL CONSIGLIERE COMUNALE PATERNESE DI MAGGIORANZA, TONINO CUNSOLO

di Tonino Cunsolo*

Desidero condividere una riflessione. Mi indigno quando nella nostra città si consumano fatti politici che successivamente vengono strumentalizzati da certa stampa che non fotografa quella che è la reale verità dei fatti. E neanche la verità sostanziale, per intenderci. Ebbene, se fare giornalismo vuol dire agire come ormai sono abituati a fare certi giornalisti, io non posso che dissentire.

Il caso in questione, tanto per essere chiari, riguarda gli ultimi eventi politici in seno al Consiglio Comunale di Paternò. Un Consiglio del quale faccio parte e del quale vengono narrati fatti – sempre dai già citati giornalisti – in modo distorto, non seguendo alcun filo logico, estrapolando immagini dallo streaming istituzionale dell’Assise Civica e facendo risultare attraverso un vergognoso taglia e cuci alcune dichiarazioni in un verso anziché in un altro. Una vera e propria porcheria, scusatemi la franchezza.

In ogni caso, da un punto di vista squisitamente comunicativo, non mi resta che ringraziare di vero cuore chi nel bene o nel male parla di me. Come si dice? Bene o male purché se ne parli. È una delle regole basilari soprattutto in politica, a qualsiasi livello. Ed io di questo, ve lo confesso, me ne compiaccio.

Tonino Cunsolo

Nel caso specifico che mi riguarda, però, non ritengo giusto ricevere attacchi personali da certa stampa solo perché ho avuto l’idea di presentare un emendamento che spostava la somma di 200.000 euro per la realizzazione del manto stradale di Viale dei Platani. Un intervento peraltro apprezzatissimo e molto atteso da tutta la città. Forse qualche giornalista si aspettava che le stesse somme, per motivi forse personali, venissero impegnate per riasfaltare altre strade? Ho avuto il coraggio di dire in Consiglio Comunale che spesse volte la stampa ti mette dei paletti nello svolgimento del mandato, con la presunzione di indicarti le cose giuste da fare e le cose sbagliate da non fare, nel caso specifico togliendoti la liberta – durante l’inizio dell’emergenza Covid-19 – di decidere lo svolgimento delle attività di Commissione Consiliare (questione che non può essere regolamentata dal Presidente del Consiglio).

Lo chiedo ai cittadini: vi siete mai chiesti perché in alcuni telegiornali, quando vengono trasmessi servizi sulla politica paternese, stranamente viene data la parola solo all’opposizione? Possibile che non esista il diritto di replica? La maggioranza a chi e come dovrebbe dare chiarimenti alla città? Puntualmente, nessun consigliere di maggioranza viene chiamato ad esporre la propria posizione, buona o brutta che sia. Vi sembra possibile che un giornalista, in sede comunale ed in presenza di testimoni, si rivolga nei riguardi di un consigliere comunale eletto dai cittadini rivolgendogli un: “Non metterti contro di me, non provarci che ti distruggo”? Questo è il risultato, questa è la verità, questi sono i fatti. La differenza è che la mia voce ha forse meno eco di chi giornalmente svolge attività di informazione. Tutto questo vi sembra normale? Ed inoltre, è possibile che certi editori permettano a certi loro giornalisti di tenere tali atteggiamenti nei confronti di rispettabili esponenti politici di questa città? Sarebbe opportuno che a questa ultima domanda giungesse una seria risposta.

Dico inoltre a tutti quelli che si credono nati in Toscana e quindi nella culla della lingua Italiana, o a coloro che hanno una semplice laurea magari acquistata online, che si permettono tra l’altro di commentare, di non scandalizzarsi se in sede di Consiglio Comunale sentono qualche battuta in dialetto siciliano. Purtroppo ci sono parole e gesti che possono essere solo raffigurati con la lingua che rappresenta le nostre radici. Il dialetto dà nuove forme alle parole, riesce a rendere l’idea prima ancora di ridurla in termini precisi, a volte armonizza e a volte indurisce. Vero è che in contesti istituzionali bisognerebbe sempre mantenere un contegno adeguato, ma delle volte non si riesce proprio a farne a meno. *consigliere comunale paternese di maggioranza

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