Ospedale di Paternò e Tar di Catania: Freedom24 intervista il sen. Salvo Torrisi

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juyhSen. Torrisi, nelle ultime settimane – e ancor di più negli ultimi giorni – si è schierato in modo molto critico contro i vertici del nosocomio paternese “SS. Salvatore”. Può spiegarcene i motivi?
La mia critica ovviamente non ha nulla di personale, ma è chiaro che su come stanno le cose sarebbe opportuno fare maggiore chiarezza. Sull’Ospedale “SS. Salvatore” di Paternò, come ho avuto modo di dire nel corso di una apposita conferenza stampa, ho evidenziato come a mio avviso esista, nei vertici dell’Azienda sanitaria, una piena e totale indifferenza rispetto alle questioni che noi abbiamo finora posto. Ciò perché, a mio giudizio, si persegue un’impostazione programmatica sanitaria sbagliata nei contenuti, e quindi dannosa per la collettività. Quando ci si è incontrati per discutere su questo tema, i vertici dell’Azienda non sempre sono stati presenti, delegando il direttore sanitario del nostro Presidio. Siamo quindi di fronte ad una volontà di non confronto con le nostre argomentazioni. Quindi, tale situazione mi ha portato a rilanciare con forza la questione. Grazie all’impegno avuto nei mesi scorsi ottenemmo la revisione di alcuni grossi errori, specialmente quelli relativi alla divisione di Chirurgia che si intendeva portare via da Paternò.

Un chiaro tentativo di arginare le potenzialità del nostro ospedale?
Si, vi è stato un atteggiamento intenzionalmente penalizzante per ridimensionare il nostro Presidio ospedaliero. L’errore sulla Chirurgia è indicatore di quanta incapacità vi sia in chi program-ma: una programmazione sanitaria non può certamente non tenere conto dei dati statistici sulla qualità e quantità dell’assistenza fornita. Per questo ritengo inadeguata la programmazione sanitaria, anche se un punto cruciale riguarda la mancata esecuzione dei lavori di ristrutturazione dello stesso Ospedale, un ritardo causato dalla cattiva gestione dell’Azienda.

Ci dica di più.
Dobbiamo adesso capire se vi sono responsabilità anche di rilevanza pena-le, dato il ritardo di otto anni da quando fu previsto il finanziamento. In tal senso ho chiesto all’Amministrazione comunale di Paternò di valutare anche la possibilità di costituirsi parte civile nell’ambito di eventuali procedimenti. Credo che per il nostro Ospedale sia stata pianificata una strategia di ridimensionamento basata non su dati oggettivi e scelte opportune per il territorio, ma per accentrare su Catania strutture e risorse sanitarie. Come ho dichiarato altre volte, è chiara una complessiva irrazionalità della proposta, ma siamo intenzionati a rilanciare a tutti i livelli questa battaglia, riaccendendo e puntandovi i fari dell’azione politica e sociale, dell’informazione ed eventualmente della Magistratura.

Esistono problematiche di natura personale che l’hanno indotta ad uno scontro così forte con il direttore sanitario dell’Asp Domenico Barbagallo?
Assolutamente no. Come ho detto prima la mia azione in tal senso è finalizzata a tutelare Paternò e il suo territorio, che non possono subire una programmazione sanitaria sbagliata nei contenuti e nelle finalità.

Sulla soppressione della sede catanese del Tribunale Amministrativo Regionale, qual è la sua posizione?
Al riguardo ho detto il mio no assieme ad altri esponenti della politica e delle istituzioni, avvocati e giuristi. La chiusura del Tar di Catania colpirebbe un’istituzione fondamentale per la tute-la giurisdizionale dei cittadini. Per di più il Tar di Catania – per mole di lavo-ro – è il terzo in Italia, e la sua soppressione porterebbe solo ad un indebolimento del nostro territorio sul piano dell’azione giuridica. Per questo mi auguro che il decreto legge sulla Pubblica amministrazione possa essere oggetto di discussione in Parlamento.

Redazione

da Freedom24 Freepress in distribuzione il 4 Luglio 2014

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