Paternò, comitato “Paternò c’è” trova soluzione per emergenza rifiuti: esperto esterno (pagato?)

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IMG-20140607-WA0000E’ quello che emerge da un comunicato diramato proprio attraverso la pagina Facebook ufficiale del Comitato Civico “Paternò C’è”. Successivamente un incontro organizzato con il primo cittadino di Paternò, Mauro Mangano, per discutere proprio della migliore strategia da adottare in merito alla gestione ottimale dei rifiuti a Paternò, la soluzione individuata sarebbe quella di affidarne la gestione ad un non meglio precisato “esperto esterno”, verosimilmente pagato con soldi pubblici, compenso che andrebbe a gravare sulle già esigue risorse economiche dell’ente comunale paternese.

Si legge nel comunicato:

“Dopo un’analisi sullo stato di fatto della città e sulla situazione di sfiducia generale che caratterizza la città dal punto di vista della differenziata e della pulizia in generale (ma non solo). Abbiamo sottolineato che ad oggi non sia ancora stato completato l’iter per la realizzazione di un Piano d’intervento sui rifiuti. Come l’iniziale collaborazione iniziata tra noi il Comune sia stata sospesa a causa della sostituzione del funzionario con un’altro. La scelta dell’acquisto di nuovi cassonetti per una spesa di 26000€ va in controtendenza rispetto a quanto approvato con la delibera Rifiuti Zero”. Secondo il Comitato, quindi, si tratterebbe di un sostanziale fallimento di questa amministrazione in fatto di miglioramento nella gestione delle immondizie. E continua:

“Abbiamo proposto di affidare la gestione programmativa del Piano ad una figura esterna esperta, visto che ci siamo resi ben conto come all’interno del Comune non esistano tali figure, poichè da 30 anni ad oggi il servizio è stato gestito da aziende esterne. Il sindaco ha chiarito le motivazioni che hanno spinto alle varie scelte, come la sostituzione del funzionario, o l’acquisto dei cassonetti”. Il Comitato suggerisce quindi il coinvolgimento di una personalità esterna a quelle già a disposizione, quindi già pagate, dal Comune di Paternò, perchè “non esistono tali figure”. Poi, le promesse: “Entro dieci giorni comunicazione del nominativo del funzionario che gestirà i rapporti tra amministrazione e cittadini in merito alle tematiche ambientali. Creazione di un Numero Comunale per i Reclami dei cittadini. Ottenimento dei Dati richiesti come percentuali di differenziata, costi avuti, percentuale dei cittadini evasori”.

Infine, il Comitato suggerisce all’amministrazione il percorso attraverso cui individuare questo “esperto esterno”. Scrive il Comitato che “Per quanto ci riguarda, ci siamo impegnati a fornire dei nominativi con Curriculum Vitae di alcune figure di riconosciuta competenza a livello nazionale, che potrebbero ricoprire il ruolo di esperti/consulenti. Ci si impegna anche nell’offrire il nostro contributo nella comunicazione ai cittadini, ad esempio realizzando un video sul processo della differenziata”. Secondo il Comitato, quindi, basterebbe indicare al sindaco dei nominativi selezionati da fuori l’ente comunale, per poi fare filtro e scegliere la personalità ritenuta più idonea. Sarebbe stato un procedimento corretto se si fosse trattato di un’azienda privata, forse. In enti pubblici sono i bandi ad evidenza pubblica la soluzione per individuare esperti esterni, eventualmente anche retribuiti. Gli esperti individuati vengono contattati dagli uffici di competenza che individuano il professionista migliore a fronte di un minore impiego di risorse destinate al suo compenso. In ogni caso, quello del Comitato Civico “Paternò C’é” sembrerebbe un magro risultato, dopo due anni di amministrazione Mangano e ripetuti incontri con amministrazione e primo cittadino.

Redazione

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