12192018FREEDOM FLASH:


Cécile Kyenge, il raid a casa sua? Il razzismo non c’entra: problemi con il vicino per la cacca del cane

1523858572651.jpg--cecile_kyengeCi aveva messo poco, Cécile Kyenge, a dare la patente di razzismo all’Italia. E con lei, in una gara di solidarietà, tutta la sinistra e dunque tutta la politica italiana, o quasi. Già, perché quanto accaduto nella sua casa assomigliava a un raid razzista. Si era parlato di scritte xenofobe sul muro del suo giardino. Ma pare non fosse vero. Le avevano – questo sì – imbrattato le pareti dello stesso giardino con degli escrementi.

E la Kyenge, su Facebook, aveva puntato il dito, lasciando chiaramente intendere che si trattasse di un atto razzista: “L’apparente rilievo politico del gesto squalifica chi l’ha compiuto e ci sentiamo nell’obbligo di ribadire che il mio impegno politico è finalizzato alla ricerca della concordia, della pace sociale che si ottiene attraverso la convivenza pacifica. Nonostante il carattere particolarmente abbietto del gesto, continuerò a lavorare per il trionfo dei valori dell’amore su quelli dell’odio”. E se l’ex ministro parla di “apparente rilievo politico” è evidente che il riferimento sia al razzismo.

Peccato però che ora si emersa tutta la verità. E il razzismo non sembra c’entrare affatto. Una banale lite tra vicini. Quanto accaduto giovedì scorso a Gaggio in Piano, provincia di Modena, non sarebbe dettato da ragioni di odio politico ma…dalla cacca del cane della Kyenge. Un residente della frazione, sotto anonimato e consapevole dell’errore commesso – ha infatti ammesso di aver lanciato l’escremento del cagnolino dell’ex ministro. Esasperato dalle feci della bestiola, che a suo dire non verrebbero raccolte, dopo essersi imbattuto sulla pubblica via nell’ennesimo “regalino” dell’animale ha risposto al fuoco lanciando la cacca nel cortile della Kyenge.

CONDIVIDI QUESTO ARTICOLO SUI SOCIAL
    Chiudi

    Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Per saperne di più clicca su maggiori info.