State attenti a Casellati

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di Andrea Di Bella

La partita per l’elezione dei vertici parlamentari ha sancito un perimetro virtuale su cui sarà certamente possibile lavorare per la formazione di un nuovo Esecutivo. L’asse Centrodestra-M5S ha tenuto e le elezioni di un grillino alla Camera, ma soprattutto di un moderato di Forza Italia al Senato, sono andate in porto. Il gioco sull’Esecutivo appare più in salita: Matteo Salvini, da “presunto traditore” del patto del Centrodestra a Palazzo Grazioli sull’elezione di Paolo Romani alla Presidenza del Senato, è passato a tessitore fine e superbo forse tra i più intelligenti di questa nuova “Terza Repubblica”, per citare Luigi Di Maio. Perchè se dalle parti del leghista le uniche parole che si odono sono “moderazione” e “passi indietro”, dalle parti della Casaleggio Associati l’unico concetto fatto valere al momento risulta essere quello del “O noi o niente”, dove per “noi” si intende Di Maio premier di un Governo insieme non solo a Salvini ma a tutto il Centrodestra. Un gioco che ovviamente non sta in piedi: il Centrodestra ha raccolto, sia pure con tutti i limiti del caso, oltre il 37% dei consensi in coalizione, il M5S risulta essere primo gruppo parlamentare alla Camera e al Senato ma ha raccolto oltre cinque punti meno, fermandosi al 32%. Ciò vuol dire che se compromesso dovrà essere lo sarà su tutti i fronti: un azzeramento delle prerogative di ognuno sui nomi a vantaggio dei temi, per poi individuare una personalità terza da anteporre sia a Salvini che a Di Maio che sappia fare sintesi in un futuribile Esecutivo (e che si prefigura tutt’altro che improbabile) tra Centrodestra e M5S. Detto fatto, Salvini si fa sentire: “Io sono il candidato premier del Centrodestra, ma non intendo questo ruolo come o io o la morte”, note che riecheggiano stonate alle orecchie di Luigi Di Maio, che risponde: “Il premier devo essere io”. Controreplica: “Adesso non sei nessuno”, ed in più “Non si prescinde da Berlusconi”. Morale della favola: io (Salvini) sono disposto a ragionare su un Esecutivo di raccordo tra noi e il Cinquestelle, ma non solo come Lega bensì come leader del Centrodestra, cioè da una posizione di assoluto vantaggio rispetto agli stessi grillini, mantenendo l’alleanza con Forza Italia e Fratelli d’Italia. 

Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato della Repubblica

Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato della Repubblica

In un quadro politico ed istituzionale così confusionario, in cui certamente andrebbe individuata una figura terza rispetto ai due schieramenti in campo, si fa spazio in queste ore la figura di Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review e direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. E in alcuni ambienti anche quella di Franco Frattini, già ministro degli Esteri. In alternativa, se non si dovesse trovare una quadra su una personalità di peso esterna all’attuale quadro politico, il Capo dello Stato non potrebbe fare altro che ricercare nelle istituzioni una personalità che possa tentare – con un mandato esplorativo – di formare una maggioranza parlamentare. E come prassi, Sergio Mattarella non potrebbe non ricercare un qualche sostegno nel neo eletto presidente del Senato della Repubblica, vale a dire quella Elisabetta Alberti Casellati così tanto indigesta a tanti grillini costretti a votarla a Palazzo Madama per via di quell’accordo per alcuni definito “scellerato” tra Di Maio e Salvini. Il che sarebbe una manna dal cielo per Silvio Berlusconi, che si ritroverebbe a gestire – sia pure per interposta persona – una partita decisiva quale quella della formazione di un nuovo Esecutivo per mano di una sua fedelissima quale è Alberti Casellati. A quel punto potrebbe essere della partita anche il Partito Democratico, per via dei canali politici ufficiosi mai interrotti tra i berlusconiani e i renziani (Gianni Letta e Luca Lotti su tutti). Della partita, nell’ipotesi Casellati, potrebbero (o forse dovrebbero) essere della partita gli stessi Cinquestelle: Casellati ha ottenuto i loro voti per l’elezione a presidente del Senato, ciò potrebbe voler dire che dovrebbe esserci anche una qualche possibilità sul resto. Scrivi al direttore: dibella@freedom24news.eu