Centrodestra, Cicchitto incontra Gianfranco Fini. Obiettivo: emarginare Alfano e il Cav

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JpvGcLxnCfpwjK+9fz8VVJU8y+T1MLw=--Un “incontro super segreto” tra Cicchitto e Fini per tagliare fuori Angelino Alfano. Sarebbero in atto grandi manovre dentro al Nuovo Centrodestra, con un obiettivo chiaro: evitare il ritorno tra le braccia di Silvio Berlusconi e mettere in piedi un centrino che riunisca i più anti-Cav degli alfaniani, centristi di Cesa e Mauro e reduci di quell’esperimento fallimentare chiamato Futuro e Libertà. Secondo il Giornale, i burattinai di questa ardita operazione politica sarebbero niente meno che Fabrizio Cicchitto e Gianfranco Fini, nemici giurati ai tempi del Pdl e dell’uscita dell’allora presidente della Camera dalla maggioranza del centrodestra ma oggi, ironia della sorte, praticamente sulla stessa barca. 

Cicchitto avrebbe incontrato Fini per discutere i dettagli del manovrone alla Frankenstein: con l’esponente di Ncd, ex Forza Italia e Pdl, ci sarebbero due big come Gaetano Quagliariello e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che non avrebbero alcuna intenzione di riavvicinarsi al partito di Berlusconi in una logica di ricompattamento del centrodestra. A Cicchitto & co. non andrebbero giù gli eventuali compagni di viaggio: i berlusconiani oltranzisti, i leghisti “lepenisti”, gli anti-euro CrosettoMeloni e La Russa. Insomma: no secco al ritorno del Popolo della Libertà sia pur riproposto in altro contesto. Per questo starebbero tramando alle spalle di Alfano, che in queste settimane sta faticosamente imbastendo il riavvicinamento al Cavaliere. Con Fini, Cicchitto avrebbe parlato di imbarcare quel che resta di Scelta civica, i Popolari per l’Italia di Mario Mauro, l’Udc di Cesa. Martedì sera, riferisce sempre il Giornale, Cicchitto e Quagliariello si sarebbero incontrati proprio con l’Udc Antonio De Poliper sondare gli umori dei casiniani. 

Gianfranco, dal canto suo, ha già detto di essere intenzionato a tornare in politica e starebbe già contattando telefonicamente i suoi ex soldati di Fli, tutti lontani dal Parlamento e, per il momento, piuttosto scettici: dopo il flop totale futurista, che prospettiva può avere questo polo già in parte bocciato alle europee dove ha racimolato il 4,3 per cento? Anche per questo motivo (e, sussurra il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, anche perché qualcuno gli avrebbe risposto “Non puoi essere tu il volto del rinnovamento”…) Fini sta setacciando le liste di amministratori locali ed esponenti della società civile under 40. Si deciderà tutto nei prossimi mesi. Da un lato ci sono gli alfaniani che non disdegnerebbero un ritorno a casa da Berlusconi, anche per sciogliersi dall’abbraccio mortale di Matteo Renzi. Per esempio, Nunzia De Girolamo auspicherebbe una rottura “anche dopo il semestre europeo”, fissando l’orizzonte a fine 2014. Altri, come Quagliariello, sperano in tempi più lunghi: con il Pd fino a fine legislatura, cioè 2018, “e intanto lavorare alla costruzione dell’alleanza che dovrà sfidare Renzi”. Chi ci sia in questa alleanza, se Berlusconi o Fini, pare ancora da decidere.

Libero

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