Pubblicazione di F24 su Giovanni La Via: A Paternò voltagabbana contro la libertà – di A. Di Bella

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DSC_0020Adolfo Messina ci riprova. Non ho alcun motivo per non pronunciare interamente il suo nome e cognome, al contrario di lui che quando è costretto a nominarci non lo fa mai direttamente. Questa mattina Freedom24 ha pubblicato una considerazione, fondatissima, secondo la quale l’eurodeputato uscente e riconfermato con Nuovo Centrodestra, Giovanni La Via, potrebbe (potrebbe) non volare a Bruxelles per via di una norma legislativa in materia di attribuzione dei seggi alle elezioni europee non del tutto chiara, e su cui la Prima Sezione del Consiglio di Stato n. 4748 del 5 dicembre 2013 formulò un parere, quindi una ulteriore interpretazione successiva ad una sentenza emessa proprio dal Consiglio di Stato nel 2011, due anni dopo le elezioni europee del 2009, quando un certo Giuseppe Gargani (Pdl) vinse un ricorso presentato proprio al Consiglio di Stato. La questione è tutta per aria, sia pure dopo una sentenza pronunciata dal Consiglio di Stato. Ed è inutile che Messina, sul giornale di cui è direttore editoriale, riporti a difesa della tesi le parole del galantuomo Giuseppe Castiglione. Quest’ultimo, insieme al sen. Pino Firrarello, più volte oggetto dello scherno proprio di Adolfo Messina.

La questione sollevata quest’oggi dal Giornale di Alessandro Sallusti, a cui fa riferimento Adolfo Messina e che abbiamo ripreso noi sui social e su questa testata online, è più che fondata. Ed oltre a noi (che siamo stati e siamo amici del Nuovo Centrodestra più di quanto Adolfo Messina possa pensare), proprio questa mattina se n’è occupata anche la testata siciliana SudPress, sollevando le medesime motivazioni de Il Giornale e da Freedom24, con in più un parere tecnico che avvalorerebbe la tesi secondo la quale Giovanni La Via, ma anche Michela Giuffrida Articolo4-Pd), seppure molto votati, non accederebbero a Bruxelles.

Poi, sparata: “(…) Alcuni mestieranti dell’informazione, giornaletti locali  al sud dell’Etna (Free…qualcosa), hanno fatto da cassa di risonanza sui social network, facendo una marmellata intrisa di ignoranza del diritto sebbene riprendesse ciò che il Giornale riportava per mere considerazioni politiche di parte essendo un organo della famiglia Berlusconi e non percependo (questi giornalai-cantanti) che la campagna mediatica che fa “Il Giornale” è mirata alla delegittimazione del Nuovo Centrodestra. Per altri fini e non per quelli di diritto”. 

Noi la missione che talvolta è del Giornale di Sallusti la conosciamo perfettamente, caro Messina. Ed è una missione di libertà, nella difesa di quella parte politica che era anche la parte politica che oggi lei difende in modo spudorato, sia pure inspiegabilmente. Noi non siamo pennivendoli, siamo liberi. Non siamo a novanta gradi, siamo con la schiena dritta. Non siamo voltagabbana come lei, che alle politiche si candidò da capolista per un partito che sostenne Pierluigi Bersani Premier, mentre nelle realtà locali sostiene Forza Italia. Perchè difende Giuseppe Castiglione (oggi, sia bene inteso), riportando in calce addirittura una sua dichiarazione per delegittimare noi, anziché andare in fondo ad una vicenda che noi stessi non diamo affatto per scontata? Sono ipotesi, le nostre. Come sono ipotesi quelle che abbiamo sollevato (e non solo noi) anche per Michela Giuffrida, eletta nel Pd, non in Forza Italia e nemmeno con Alfano. Si decida con chi stare, piuttosto. Dopo, forse, sarà universalmente ed editorialmente abilitato a giudicare chi della coerenza ha sempre fatto una ragione politica e di vita imprescindibile. Per quello che se ne sa, a lei Rosario Crocetta promise un posto da senatore da ottenere per il rotto della cuffia, e per questo si candidò da capolista in un partito con percentuali da prefisso telefonico, cambiando casacca poi altre mille volte, prima e dopo il 2013. Oggi difende Castiglione e Alfano (quindi anche il senatore paternese Salvo Torrisi), uomini contro cui ha gettato fango per anni. Si chiarisca le idee, piuttosto.

ECCO QUELLO CHE SCRIVEVA ADOLFO MESSINA SU GIUSEPPE CASTIGLIONE, PINO FIRRARELLO E SALVO TORRISI, DANDO A QUEST’ULTIMO DEL “TRADITORE” AI TEMPI DELLA FIDUCIA AL GOVERNO PRESIEDUTO DA ENRICO LETTA: 1) http://www.qtsicilia.info/component/content/article/126-giuseppe-castiglione-come-suocerocrea.html 2)http://www.qtsicilia.it/la-politica/34-la-politica/1271-castiglione-e-torrisi-qmai-una-crisi-al-buioq-ma-guardano-oltre.html 3) http://lasupposta.blogspot.it/2012/08/firrarello-chanter-de-la-nouvelle.html

Andrea Di Bella

 

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