Milan-Inter 2-2: Suso ne fa due, i nerazzurri la riprendono al 92’

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di Alessandro Bocci

Si era mangiato tre gol, ma l’ultima palla, due minuti oltre il novantesimo, è quella giusta: Ivan Perisic è l’uomo del derby, quello che rimette in piedi l’Inter a un minutino scarso dalla fine di una partita che i nerazzurri non avrebbero meritato di perdere. Stefano Pioli si ricorderà a lungo la sua prima stracittadina: l’esordio sulla panchina dell’Inter è una scarica forte di adrenalina. La sua creatura, in certi momenti ancora un po’ scollegata, va sotto due volte però riesce a finire in piedi, giocando con furore sino all’ultimo istante. La classifica resta disastrosa, ma questo pari in rimonta è un punto di partenza. Il Milan, invece, quasi non ci crede: sembrava averlo in tasca il derby numero 165 in serie A grazie alla prima doppietta in rossonero dello spagnolo Suso, la seconda in un derby dopo quella con il Genoa alla Sampdoria l’anno scorso.

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Il Montella 2.0 assomiglia più a Giovanni Trapattoni che a Pep Guardiola. Vincenzino, che aveva portato in alto la Fiorentina con il tiki-taka spagnoleggiante fatto di possesso e palleggio, una volta al Milan ha cambiato pelle proponendo un calcio più difensivo e verticale in una squadra capace di soffrire e lesta a sfruttare le debolezze degli avversari. Il risultato è un misto di forza e cinismo, che trascina il Diavolo sempre più in alto. E anche se non basta a piegare l’Inter, è sufficiente ad agguantare la Roma al secondo posto, 7 punti sotto la regina Juventus.

La rivoluzione di Pioli è in quattro mosse: Medel difensore centrale a fianco di Miranda, Ansaldi traslocato sulla corsia sinistra, Kondogbia rilanciato a fianco di Brozovic sulla linea mediana e Joao Mario avanzato sulla trequarti per imbrigliare il giovane Locatelli. L’Inter scarica sul derby la rabbia dei giorni difficili: difesa alta, pressing continuo, velocità. Ma il gran lavoro della squadra viene vanificato dalla scarsa consistenza degli attaccanti: Icardi finisce nella rete di Paletta e Gustavo Gomez e Perisic spreca tre occasioni, una di piede (tiro molle) e due di testa. Il Milan è il solito Milan: sa soffrire e penare dentro il 4-3-3 che durante l’assalto interista è uno schiacciatissimo 4-1-4-1 con Locatelli davanti alla difesa.

Il Diavolo mostra i denti proprio alla fine del primo tempo, quando l’Inter tira il fiato e Medel è uscito per una distorsione al ginocchio destro. Il contropiede, dettato dallo strepitoso Bonaventura, uomo a tutto campo, finisce sul piede di Suso e si trasforma nel gol che gela gli interisti. Nella ripresa l’Inter, che aveva speso moltissimo sino all’intervallo, trova il coraggio di andare a prendersi il pareggio con un gran tiro di Candreva, anche se l’azione nasce da un fallo laterale controverso.

Ma il Milan non si perde d’animo e da una combinazione Bacca-Suso nasce il raddoppio dello spagnolo, cinque minuti dopo il pari interista. Nella circostanza sono evidenti le colpe di Murillo (anticipato da Bacca) e Miranda (saltato da Suso). Il finale è tutto nerazzurro e il Milan ha la colpa di tirarsi troppo indietro: Perisic, che aveva sbagliato tutto, indovina il tocco giusto. Suso piange. Pioli schizza in campo come un ragazzino. Anche questo è derby. Corriere

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