Paternò, la chiusura del Pronto Soccorso non è scongiurata

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img_20140102_092720-copiadi Andrea Di Bella

Chiude il Pronto Soccorso, anzi no. Anzi si. Qual è la verità? La verità sta in mezzo, e chi ha ritenuto di dovere attaccare la stampa locale (noi compresi) rea di avere adeguatamente spiegato ai cittadini cosa stesse accadendo, farebbe meglio a ricredersi. Che poi non si comprende neanche cosa sia stato gonfiato dai giornali. Esiste un documento ufficiale che spiega come il Pronto Soccorso di Paternò debba essere soppresso: ne è scaturita, ovviamente, una forte reazione della stampa locale (non tutta) e quindi dell’opinione pubblica. L’indomani (ieri per chi legge) l’assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi smentisce un documento ufficiale: dapprima privatamente durante colloqui telefonici con diversi esponenti politici della città, poi con una dichiarazione resa alla stampa in cui dichiara: “Sapete come sono queste cose, sicuramente si saranno sbagliati a calare i dati nel computer” e che quindi “il Pronto Soccorso di Paternò non chiuderà perché mi dicono che offre più di 20mila prestazioni l’anno”. Piccolo particolare: la smentita telefonica di un assessore vale zero, specie se esiste una bozza di riordino ufficiale, diramato anche alla stampa, che dice tutta’altra cosa. Per non contare che stiamo parlando del membro di un Governo il quale ha già scippato il Punto Nascita e la Pediatria dell’ospedale “SS. Salvatore”, sulla scorta di dati falsati (come emerso da una verifica e denuncia del “Comitato per l’Ospedale di Paternò).

Ad ogni modo, adesso qualcuno spieghi in che cosa la stampa avrebbe esagerato. Che cosa la stampa avrebbe equivocato. Esiste un documento ufficiale che conferma la chiusura del Pronto Soccorso di Paternò, e poi esiste l’assessore che dice che non è vero ciò che c’è scritto in quel documento. Ha ragione o no la stampa a raccontare adeguatamente ai cittadini la verità, se necessario alzando l’asticella del politicamente corretto? Chi accusa i giornalisti ha semplicemente paura di quei giornalisti. E mi spingo oltre: se non fosse stato per la pressione micidiale di alcune testate (95047, Freedom24 e VideoStar), ritengo che il provvedimento sarebbe passato totalmente in sordina e che quel documento ufficiale non sarebbe stato smentito da nessuno. Lo credo fermamente, e non solo io. Come credo che l’intenzione di chiudere il Pronto Soccorso permanga ancora adesso. Lo scetticismo è diffuso e anch’esso ampiamente giustificato. A Paternò non avrebbero dovuto sopprimere nemmeno il Punto Nascita: numerosi sono stati gli incontri tra il Comitato in difesa dell’Ospedale con l’assessore Lucia Borsellino che rassicurò più volte circa il mantenimento della ginecologia e neonatologia. Sappiamo com’è andata. La politica è bugiarda e cattiva, ed in malafede. Pertanto dubitare di quanto emerso e delle smentite last minute è una scelta obbligata per ogni donna e uomo di buonsenso. Attenderemo fiduciosi, noi mostri della stampa insieme ai cittadini, i risvolti affatto scontati di questa barzelletta ormai triste. 

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