CINQUE DOMANDE A BEPPE GRILLO

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Il fotogramma della “comunione” grillina

di Valerio Musumeci

Pare che Beppe Grillo durante uno spettacolo a Torino abbia sfottuto l’Eucarestia dando “il suo corpo” ad alcuni parlamentari e candidati del Movimento 5 Stelle, in forma di grilli essiccati. Non sappiamo se la cosa si ripeterà nelle altre date: comprensibilmente ha sollevato critiche e perplessità da parte di molti osservatori e politici di ogni colore. Giornalisticamente (ma premesso che chi scrive è cattolico, apostolico, romano), non si capiscono una serie di cose:

1) Perché un parlamentare (il senatore Alberto Airola) e un consigliere regionale (Davide Bono) del M5S – che hanno da ridire su tutti per la questione degli stipendi, dei rimborsi e degli scontrini – si trovano a Torino, in un teatro, a fare sceneggiate blasfeme in compagnia del loro leader politico invece di stare a casa a lavorare?

2) E’ giusto che una candidata del M5S al consiglio comunale di Torino (Chiara Appennino) si faccia campagna elettorale durante uno spettacolo a pagamento dello stesso leader? Grillo replicherà la marchetta elettorale (pagata dagli spettatori) anche nelle altre città dove si andrà al voto prossimamente?

3) Il candidato sindaco del M5S a Roma (Virginia Raggi), che potrebbe trovarsi ben presto a fianco del Papa in pubblica occasione, si dissocia dalla sceneggiata di Grillo o ritiene legittimo quel gesto blasfemo? Se si dissocia, cosa pensa di un leader politico che prende di mira la religione in uno spettacolo? Se ritiene legittimo il gesto, come influirà ciò nei rapporti tra il Comune di Roma e l’enclave dello Stato della Città del Vaticano?

4) Perché Grillo ha la facoltà di far pagare i suoi comizi alla gente invece di farli gratis come tutti gli altri leader politici italiani? Perché a nessun parlamentare a 5 Stelle, nell’occuparsi giustamente di ogni possibile conflitto di interessi del governo o della destra ex berlusconiana, viene in mente che quello di Grillo (leader politico e comico al tempo stesso) è un conflitto di interessi evidentissimo che potrebbe anche avere ripercussioni sulla RAI (dove il Movimento ha eletto, com’era suo diritto, un consigliere di amministrazione)?

5) Perché chi invoca rispetto per qualunque cosa – per i “diritti civili”, per la libertà di stampa e quella di satira – tace di fronte a una violenza orribile e blasfema nei confronti di Gesù, come quella che sembra si sia consumata in teatro a Torino? Perché i cattolici in Italia sono diventati – contraddizione in termini – figli di un dio minore non degni di avere risposte, rispetto e giustizia?