Prende le mosse dal capoluogo etneo un’articolata inchiesta internazionale destinata a far luce su un’inedita e pericolosa minaccia informatica che sta investendo il comparto della grande distribuzione organizzata in Europa. Gli specialisti della Polizia Postale di Catania sono in prima linea nelle indagini volte a identificare i responsabili di una serie di cyberattacchi diretti contro i sistemi automatizzati di refrigerazione e conservazione alimentare all’interno di svariati supermercati.
Sul territorio siciliano la mappatura definitiva dei danni appare ancora in itinere, ma i riscontri già ufficializzati delineano una penetrazione informatica capillare. Tra le strutture certe rientrano almeno dieci punti vendita — specificamente quattro catene del gruppo Coop, tre della rete Conad e tre esercizi affiliati al gruppo Decò-Arena —, ma il bilancio reale stimato dalle associazioni di categoria risulta di gran lunga più pesante. Il presidente di Federdistribuzione Sicilia, Giovanni Arena, ha infatti confermato come siano almeno venti i banchi di vendita interessati dai malfunzionamenti indotti, evidenziando il rischio che la conta sia destinata a salire.
L’azione ostile ha sfruttato le vulnerabilità dei software di gestione remota delle temperature nei nodi dove le architetture di sicurezza digitale si presentavano obsolete o poco aggiornate. Per tale ragione, le strutture di minori dimensioni e i punti vendita indipendenti della rete capillare risultano le realtà più esposte agli effetti dell’intrusione informatica, al centro ora delle verifiche tecniche condotte dagli investigatori etnei.








