Legge di Bilancio, frenata sul taglio Irpef per il ceto medio: mancano le coperture finanziarie

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Si stringono i tempi tecnici in vista del Consiglio dei Ministri per il disegno di legge di bilancio, ma dalla cabina di regia dell’esecutivo emerge un secco ridimensionamento delle attese sulle misure fiscali. L’ipotesi di estendere il beneficio del taglio Irpef ai redditi superiori ai 50 mila euro, che nei giorni scorsi aveva rivisto l’ipotesi di alzare il tetto dell’aliquota del 33% fino a 55 mila euro, scivola fuori dal testo contabile per assenza delle necessarie coperture finanziarie. La scelta di congelare l’intervento sarebbe maturata a margine dei vertici di maggioranza tra la premier Giorgia Meloni e i vertici di Forza Italia, Lega e Noi Moderati.

Sul fronte previdenziale, l’intesa raggiunta nella compagine di governo si incardina sulla creazione di un fondo dedicato con una dotazione inferiore a un miliardo di euro per il 2027. La misura di flessibilità in uscita non verrà dettagliata subito nella Manovra, ma verrà declinata attraverso un provvedimento normativo ad hoc programmato per il mese di gennaio. Parallelamente, l’esecutivo lavora alla rimodulazione degli incentivi per le madri lavoratrici, con sul tavolo l’ipotesi di allargare lo sgravio contributivo anche ai nuclei con due figli, espandendo la platea rispetto alla disciplina attualmente in vigore per le dipendenti con tre o più figli.

A tracciare i confini contabili dell’intervento è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che intervenendo al Festival delle Regioni a Firenze ha gettato acqua sul fuoco delle rivendicazioni di partiti ed enti locali: «Le sollecitazioni superano di gran lunga le disponibilità di cassa. Risponderemo alle urgenze primarie facendo il possibile, ma non l’impossibile». Il titolare del Mef ha infine ricordato che la proposta governativa fotografava le risorse attuali, affidando alle successive interlocuzioni parlamentari l’eventuale reperimento di ulteriori margini finanziari.