Un importante riassestamento negli equilibri parlamentari della maggioranza si consuma all’indomani del congresso straordinario della Lega che ha ratificato la riconferma di Matteo Salvini alla segreteria. La deputata Simonetta Matone ha ufficializzato il proprio addio al gruppo parlamentare del Carroccio alla Camera dei Deputati per aderire contestualmente alle fila di Forza Italia, segnando uno strappo politico di rilievo pur senza intaccare il perimetro del centrodestra di governo.
Alla base dell’abbandono — preceduto da due lettere riservate indirizzate al segretario Salvini e al vicesegretario Claudio Durigon — vi è la marcata presa di distanza dalle «derive sovraniste» e da posizioni ritenute estreme, affiancata da divergenze di natura geopolitica sul sostegno all’Ucraina e dalla critica alle spinta separatista nordista a discapito della rappresentanza territoriale del Centro-Sud. L’ex magistrata ha rimarcato come Forza Italia rappresenti l’alveo ideale per incardinare i valori di un centrodestra moderato, garantista e ancorato alla tradizione berlusconiana.
Mentre il Carroccio, per bocca del vicesegretario Durigon, ha espresso perplessità sui tempi dell’addio giudicando nota da tempo la linea del movimento, gli azzurri hanno accolto con entusiasmo la nuova adesione. Il capogruppo alla Camera Enrico Costa e la vicesegretaria nazionale Deborah Bergamini hanno sottolineato il valore aggiunto che l’elevato profilo istituzionale e le competenze giuridiche di Matone — già sostituto procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Roma ed eletta nel 2022 nel collegio uninominale della Capitale — garantiranno alle battaglie del partito in tema di giustizia, garanzie costituzionali e tutela dei diritti.






