Un’analisi dettagliata volta a scindere la polemica politica dai riscontri documentali e scientifici. Durante la deposizione resa dinanzi alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, l’ex ministro della Salute Roberto Speranza ha difeso l’operato dell’esecutivo durante la fase emergenziale, richiamando modelli di calcolo epidemiologico, circolari ministeriali e provvedimenti economici. L’audizione ha rappresentato l’occasione per disaggregare le dichiarazioni di natura politica dai dati fattuali acquisiti dagli enti di ricerca e dalle norme di legge.
Sul tema del primo lockdown, l’ex titolare del dicastero ha citato lo studio dell’Imperial College London — pubblicato su Nature nel giugno 2020 —, attribuendo alle misure di contenimento la salvezza di circa 630 mila vite in Italia. Come evidenziato dall’impianto metodologico della ricerca, si tratta di una stima predittiva basata su modelli matematici relativi a 11 Paesi europei e non di una misurazione contabile diretta. Sul versante delle cure domiciliari, Speranza ha respinto la semplificazione mediatica della «Tachipirina e vigile attesa»: le circolari ministeriali dell’epoca (in particolare l’aggiornamento del 26 aprile 2021) definivano la vigile attesa come sorveglianza clinica attiva con monitoraggio dei parametri, contemplando l’uso di paracetamolo, antinfiammatori non steroidei e la valutazione di eparina, cortisonici e anticorpi monoclonali in funzione del quadro clinico del paziente.
In merito ai vaccini e ai relativi rischi, l’ex ministro ha confermato l’efficacia della campagna vaccinale, richiamando lo stanziamento di 150 milioni di euro destinati agli indennizzi per eventuali reazioni avverse con menomazione permanente. Sotto il profilo normativo, tale cifra risponde alla somma della dotazione finanziaria stanziata nel biennio 2022-2023 (50 milioni per la prima annualità e 100 per la seconda) a tutela dei soggetti danneggiati ai sensi della legge 210/1992, distinguendo nettamente la segnalazione dell’evento avverso all’AIFA dal formale accertamento del nesso di causalità e dal conseguente erogamento del beneficio economico.







