Sicilia, tensioni in Forza Italia, Schifani su Minardo: “Salute del partito non eccezionale”

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Non si placano le scosse d’assestamento all’interno di Forza Italia in Sicilia, dove il clima politico resta rovente pur dopo l’incontro chiarificatore avvenuto a Roma tra il presidente della Regione Renato Schifani, il segretario nazionale Antonio Tajani e il commissario regionale Nino Minardo. Parlando a margine di un appuntamento a Palermo, il governatore ha tracciato un quadro senza filtri sullo stato della formazione azzurra, allontanando le voci di dimissioni imminenti ma contrattaccando con decisione sui rilievi ricevuti nei giorni scorsi.

«Lo stato di salute di Forza Italia nazionale? Da quello che vedo e che sento mi limito a dire che non è eccezionale», ha affondato Schifani, prima di replicare a muso duro all’invito del commissario Minardo a “non tradire gli elettori”: «L’etica politica la conosco e gli inviti al rispetto li respingo al mittente. La mia storia si commenta da sé; onorerò il mio mandato fino al termine e non deluderò i siciliani». Il presidente ha poi punzecchiato il coordinatore regionale, invitandolo a “battere la Sicilia in lungo e in largo” per preparare le imminenti consultazioni amministrative e difendere l’ottimo 23% ottenuto alle recenti Europee, sottolineando le difficoltà oggettive legate a una gestione commissariale a mezzo tempo dovuta ai contestuali impegni parlamentari di Minardo.

Scongiurata la crisi d’impostazione istituzionale con il rientro delle dimissioni, Schifani ha infine glissato sui rumour relativi a una sua ipotetica ricandidatura per un secondo mandato alle regionali previste tra un anno. Definendo il dibattito sulle candidature “stucchevole e intempestivo”, il governatore ha ribadito la volontà di concentrare le energie sull’operato amministrativo: «Parlare della ricandidatura un anno prima distrae dall’azione di governo. Stiamo realizzando interventi utili per la società che rischiano di essere oscurati dalle chiacchiere».