A dispetto della distanza temporale, la partita per le elezioni comunali del 2027 a Milano accende già i toni all’interno della coalizione di centrodestra, originando un primo, duro scontro dialettico tra gli alleati di governo. Ad aprire il fronte delle polemiche sono state le affermazioni del coordinatore lombardo di Forza Italia, Alessandro Sorte, che intervenendo sull’ipotesi di svolgimento delle primarie o di mancati accordi sul candidato sindaco ha ipotizzato uno scenario di corsa separata.
«Se non si dovesse trovare la quadra e la Lega volesse correre da sola, si andrebbe un po’ a rifare il vecchio Polo della libertà che nel primo governo Albertini a Milano vinse anche senza la Lega. Non sarebbe una tragedia», ha argomentato il dirigente azzurro. La posizione di Sorte ha suscitato la tempestiva ed energica reazione dei vertici del Carroccio milanese, affidata al segretario provinciale e consigliere comunale Samuele Piscina.
«Dispiace sinceramente leggere le dichiarazioni dell’amico Alessandro Sorte su possibili corse in solitaria a Milano o rievocazioni del passato che rischiano solo di fare il gioco della sinistra», ha replicato Piscina in una nota ufficiale, ribadendo la linea del proprio partito: «Per la Lega il valore dell’unità del centrodestra non è negoziabile: la nostra coalizione vince, convince e governa bene quando si presenta compatta». Lo strappo milanese anticipa così un dibattito interno alla maggioranza destinato a intensificarsi nella definizione delle future strategie elettorali per la guida di Palazzo Marino.








