Resta al centro dello scontro politico il pacchetto di interventi sulla scuola annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il testo finale è atteso all’esame del Consiglio dei Ministri per la giornata di giovedì, mentre i tecnici dell’esecutivo sono al lavoro per rifinire i dettagli normativi. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha confermato l’adozione dello strumento del decreto legge, motivando la scelta con la necessità di garantire un intervento immediato sul sistema scolastico nazionale fin dall’anno in corso.
Le misure hanno sollevato un acceso dibattito politico, alimentato dalle dichiarazioni della premier che ha richiamato precedenti direttive ministeriali firmate dal Capo dello Stato Sergio Mattarella quando era titolare dell’Istruzione. Di fronte agli attacchi delle opposizioni, Valditara ha escluso qualsiasi tensione istituzionale con il Quirinale, precisando la reale portata della norma: il limite numerico nelle aule si applicherà esclusivamente ai nuovi arrivi e agli studenti stranieri che non possiedono una conoscenza adeguata della lingua italiana, senza comportare lo smantellamento delle classi esistenti.
Accanto al tetto per gli studenti non italofoni, il provvedimento conterrà una stretta sui simboli religiosi e sull’abbigliamento nelle sedi scolastiche. Valditara ha annunciato l’introduzione del divieto esplicito di indossare burqa e niqab all’interno degli istituti, definendo la misura come una battaglia culturale indispensabile per contrastare il patriarcato, l’isolamento femminile e ogni forma di discriminazione verso le donne.







