In un’intensa intervista concessa ai microfoni di Pulp Podcast, il format condotto da Fedez e Mr Marra, Beppe Grillo è tornato a ripercorrere l’intera parabola politica ed esistenziale del Movimento 5 Stelle, confessando l’amarezza per la progressiva marginalizzazione della sua figura sia dal progetto politico sia dal racconto pubblico. L’ex comico ha rivendicato le origini della forza politica fondata insieme a Roberto Casaleggio nel giorno di San Francesco, sottolineando di averci rimesso “un sacco di soldi, un po’ di salute e una parte della famiglia”, per poi bollare l’attuale fase del M5s come una metamorfosi irreversibile verso la forma di un “partito normale”. Nel corso del colloquio, Grillo non ha risparmiato stoccate alla nuova leadership guidata dall’“uomo che fully sussurrava ai cavilli”, parlando di un movimento finito in mano a chi ne ha tradito lo spirito originario e definendosi amaramente un “postumo di me stesso da vivo”.
Parallelamente alla parabola politica, il garante del Movimento ha denunciato quella che ritiene essere una deliberata operazione di cancellazione mediatica della sua storia personale e artistica. Ha citato a titolo d’esempio l’omissione della sua figura dai ricordi dei Festival di Sanremo condivisi con Pippo Baudo, la mancata citazione nell’albo d’oro dei David di Donatello vinti in carriera e persino un’intervista al collega Gino Paoli in cui la risposta incentrata sulla loro amicizia sarebbe stata tagliata. Un insieme di episodi che spinge l’ex comico a denunciare l’esistenza di una “piccola manovra per togliere dalla memoria il mio nome” dal panorama culturale italiano.
L’intervista ha infine lasciato spazio a retroscena istituzionali e ad appunti intimi sulla vita privata. Grillo ha rievocato l’interazione informale con l’ex premier Mario Draghi, definito ironicamente “il banchiere del diavolo”, con cui nacque un’intesa speciale basata su messaggi in codice e reciproca ironia, oltre ai vecchi scherzi mediatici che portarono l’allora ministro Clemente Mastella a mandare le forze dell’ordine sotto casa. L’intervento si è poi concluso con un passaggio protettivo nei confronti del figlio Ciro, laureatosi con 110 e lode e oggi padre di famiglia, che sta studiando per diventare avvocato penalista con l’obiettivo di “gridare al mondo la sua innocenza”.







