Green pass. Mercato nero su Telegram: 100 euro per certificazione falsa

Sharing is caring!

ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Alla luce dell’ormai imminente entrata in vigore dell’obbligo del Green pass per accedere a bar e ristoranti al chiuso, eventi sportivi, cinema, sagre, musei e molto altro ancora, non stupisce che qualcuno cerchi di lucrare sulla vendita illegale di certificazioni fasulle su Telegram, il servizio di messaggistica preferito dalla galassia no vax. Già a inizio mese il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza aveva proceduto al sequestro di 10 canali della piattaforma che asserivano di poter procurare vaccini anti Covid e Green pass contraffatti. Era tuttavia immaginabile che le nuove misure annunciate giovedì dal premier Draghi avrebbero rappresentato un perfetto assist per il redivivo mercato illegale parallelo. E così è stato.

Come visibile in questi screenshot, ad oggi basta una semplice ricerca testuale sull’app di Pavel Durov per imbattersi in due canali pubblici che citano esplicitamente la possibilità di ottenere «GreenPass con QR Code attivi e reali»: uno da quasi 127 mila iscritti, l’altro da poco meno di 20 mila. Entrambi rimandano a un terzo canale, questa volta privato, in cui domenica sono state riportate tutte le informazioni relative all’acquisto. Basta quindi un semplice tap per scoprire i costi dell’operazione: 100 euro per un Green pass digitale, 120 euro per la versione cartacea. Il primo inviato tramite email o Sms «entro 48/72 ore», il secondo «affidato a Poste Italiane» e che «potrebbe richiedere fino a 5 giorni lavorativi». A seguito di «diverse richieste» non mancano inoltre i «pacchetti famiglia» per nuclei da 4 o da 6 persone, il cui prezzo può toccare i 500 euro.Unici metodi di pagamento accettati, quelli non tracciabili. Perciò criptovalute come Bitcoin o Ethereum oppure buoni regalo/acquisto di Amazon, Zalando o PaySafeCard. Quanto ai documenti da presentare, sono sufficienti la tessera sanitaria e un documento di riconoscimento in corso di validità (più un indirizzo di recapito se si opta per la certificazione cartacea). Come evidente, quindi, «non sarà necessario fare alcun tampone, né vaccinarsi e neppure essere guariti antecedentemente dal virus».

Chiaramente gli amministratori del canale, che si definiscono «gli unici in Europa ad avere questo servizio» e dichiarano di aver già fornito «oltre 1.200 Green pass in tutta Italia», assicurano di poter inviare «documenti regolarmente rilasciati dal sistema sanitario europeo» su cui «sono presenti QR Code regolarmente attivi e funzionanti». Ma anche qualora ciò corrispondesse al vero, l’operazione resterebbe del tutto illecita. Solo il Ministero della Salute è infatti titolato a emettere (gratis) le certificazioni verdi per i cittadini vaccinati. È inoltre improbabile che non esistano davvero altri canali dediti alla stessa attività. Alle autorità il compito di intervenire di nuovo sul fenomeno a tutela della salute comune. Corriere della Sera