Scuola, i presidi: “Prima sicurezza poi l’intesa sulla ripartenza”

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ANSA/MATTEO BAZZI

“Le indicazioni del verbale del Cts del 12 luglio sono ambigue e rese sulla base di un presupposto – il raggiungimento del 60% di vaccinati tra il personale e la popolazione scolastica over 12 a settembre – ad oggi di incerta realizzazione. Né alcuna scelta è stata compiuta dal decisore politico su queste indicazioni, visto che il Ministero non ha ancora adottato il Piano scuola 2021-2022″. Così il presidente dell’Associazione Presidi, in una lettera al ministro dell’Istruzione. “Chiediamo che prima ci siano misure tecniche e scelte politiche, poi si discuta della sottoscrizione del Protocollo di intesa sulla sicurezza”, aggiunge.    

“Se la scuola ripartirà con le mascherine? Direi di sì, perché siamo ancora in una situazione che richiede prudenza. La dad invece questo governo la vuole superare in modo definitivo, è questo l’impegno. La scuola in presenza è un diritto ma bisogna aumentare il ritmo delle vaccinazioni, solo così potremo avere una scuola in presenza”. Lo ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti ad Agorà. “Considereremo seriamente all’interno del governo l’ipotesi dell’obbligo vaccinale per chi lavora nella scuola che ha una grande responsabilità”, ha detto la ministra Bonetti.  

“L’obiettivo finale della campagna vaccinale sul fronte della scuola è portare in presenza tutti: non possiamo permetterci un altro anno come quello che abbiamo passato”. Così il generale Figliuolo a Torino, dove la Regione Piemonte gli ha illustrato il proprio piano Scuola Sicura. “In Piemonte in teoria – ha detto Figliuolo – mancherebbero all’appello della vaccinazione 23 mila persone. Dobbiamo capire perché queste persone, docenti e non docenti, non aderiscono: questo ci darà informazioni importanti per la azioni da intraprendere”.

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