Libertà nella regione senza auto-certificarsi. Sì alle seconde case

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La bozza del decreto legge sulle misure di contenimento della diffusione del Covid-19, su cui sta lavorando il governo, che varranno «a decorrere dal 18 maggio 2020 e fino al 31 luglio 2020» e si applicheranno, oltre che alle regioni a statuto ordinario, anche «alle regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano, compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione», cambia molte delle regole sui nostri spostamenti, nel senso di allargarle.

A partire da lunedì gli spostamenti all’interno del territorio regionale non saranno più soggetti ad alcuna limitazione. C’è un solo limite, legato a eventuali «misure di contenimento più restrittive adottate, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, relativamente a specifiche aree del territorio regionale, soggette a particolare aggravamento della situazione epidemiologica».

Sparisce quindi quello che è stato l’incubo di molti italiani negli ultimi due mesi, la compilazione dell’autocertificazione che doveva comprovare la legittimità dello psostamento.

Restano limitati ancora per due altre settimane gli spostamenti in altre regioni. «Fino al 2 giugno 2020 sono vietati i trasferimenti e gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute». Resta in ogni caso il diritto di rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Naturalmente questo vale per persone (presumibilmente) sane. Per tutti coloro che sono sottoposti a «misure della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria» in quanto risultati positivi al virus resta il divieto di muoversi da casa. Da lunedì sarà possibile anche recarsi nelle seconde case, qualora si trovino nella regione di residenza. Queste misure «liberalizzano» di fatto la possibilità di frequentare anche gli amici, laddove fino a domenica si potranno vedere soltanto congiunti, compagni e fidanzati.

Va detto che qualche dubbio viene avanzato circa la proroga di sei mesi dello stato di emergenza sanitaria per la pandemia di coronavirus fino al 31 gennaio 2021 contenuta nella bozza dl rilancio, che non consentirebbe un’interpretazione univoca, lasciando nel dubbio l’interprete riguardo all’intento del governo». IlGiornale

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