“Salva Sicilia”, via libera da Roma: dieci anni per ripianare debiti

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La Sicilia almeno per Natale può dormire sonni sereni. É arrivato il via libera dal Consiglio dei ministri al decreto cosiddetto “Salva Sicilia”, per il rientro del disavanzo della Regione. Questo consentirà di ripianare i debiti in dieci anni. Il termine più lungo di ripiano, rispetto a quello ordinario, è collegato ad un accordo Stato-Regione contenente specifici impegni di riequilibrio strutturale dalla parte corrente del bilancio, in particolare attraverso la riduzione della spesa corrente. Ma, adesso il Governo Musumeci ha novanta giorni di tempo per varare le riforme, altrimenti il periodo entro cui il disavanzo potrà essere spalmato tornerà a 3 anni. In pratica la Regione, in cambio della spalmatura del disavanzo in dieci anni, concorderà con Roma il piano di riforme per ridurre la spesa.

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, durante un forum all'Ansa.

Il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, durante un forum all’Ansa.

“È previsto – si legge in una nota di Palazzo Chigi – che il beneficio del maggior tempo di risanamento perda efficacia laddove l’accordo non sia definito entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto attuativo. Lo schema non comporta nuovi o maggiori oneri, neppure in termini di minori entrate, a carico del bilancio dello Stato. Sul bilancio della Regione, il ripiano del disavanzo è sostenibile finanziariamente in quanto trova copertura nella parte corrente del bilancio attraverso la riduzione delle spese correnti o l’incremento delle risorse della medesima parte corrente, secondo la programmazione finanziaria annuale e pluriennale. Il ripiano risulta sostenibile anche tenendo conto del recupero delle altre quote di disavanzo già imputate alla gestione corrente”.

Alla seduta di Palazzo Chigi ha preso parte anche il presidente della Regione Nello Musumeci, come previsto dallo Statuto siciliano. Lo si legge in una note del presidente della Regione Siciliana. “L’intesa col governo Conte – ha dichiarato il governatore dell’Isola – ci consente di proseguire nell’azione di risanamento, avviata già due anni fa, e di contenimento della spesa, tanto che non abbiamo contratto alcun debito sin dal momento dell’insediamento. Anzi, abbiamo ridotto l’indebitamento di ben settecento milioni di euro, rispetto agli otto miliardi che abbiamo trovato. Eviteremo così di effettuare tagli pesanti, che graverebbero sulle fasce più deboli della popolazione”.

Dal canto suo, l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, ha sottolineato che “entro novanta giorni sarà definito con lo Stato un accordo che contenga le prescrizioni richieste dal governo nazionale, ma soprattutto chiuda definitivamente le intese sull’autonomia finanziaria regionale”.

Esultano i 5 Stelle

“Grazie alla norma del governo Conte bis, che consente di spalmare il disavanzo 2018 in 10 anni, la Regione è salva da sicuro default. Non possiamo fare a meno, assieme a tutti i siciliani, di tirare un grosso sospiro di sollievo, ma ora la Regione non ha più scuse, deve iniziare quel cammino virtuoso che chiediamo da sempre e consenta di ridurre il disavanzo già dal prossimo anno”.

Lo affermano i deputati del Movimento 5 stelle all’Ars che con una mini delegazione – composta dai deputati della commissione Bilancio di Palazzo dei Normanni, Luigi Sunseri e Sergio Tancredi – oggi hanno incontrato, insieme al viceministro delle infrastrutture e trasporti Giancarlo Cancelleri, il premier Conte a Roma per perorare la causa Sicilia. “Siamo soddisfatti – afferma la delegazione – del risultato raggiunto anche grazie al nostro contributo: la Regione ora sarà costretta a fare con serietà e col massimo impegno, predisporre una serie di riforme che riducano il disavanzo, ma deve muoversi in fretta”. IlGiornale

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