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Paternò, serve un tavolo del Centrodestra

di Andrea Di Bella

La manifestazione del Centrodestra unito lo scorso sabato in Piazza San Giovanni a Roma ha acclarato, vale per chi ancora non lo avesse ben compreso, che lo schieramento azzurro esiste e sembrerebbe essere maggioranza nel Paese. Motivo per cui Pd e M5S hanno deciso di costituire ormai da più di un mese uno dei Governi più a sinistra della storia Repubblicana pur di non concedere a Salvini, Berlusconi e Meloni di vincere a mani basse nuove elezioni Politiche anticipate. Quest’ultima ipotesi non è stata avanzata dal sottoscritto, forse solo l’ultimo, ma recepita e fatta propria ad esempio da Matteo Renzi (a cui non conviene andare a votare non prima dei prossimi due anni, il tempo di strutturare a dovere la sua nuova “Italia Viva”), né a Nicola Zingaretti, segretario di un Pd agonizzante in ogni sondaggio, ma comunque dietro la Lega a presidiare circa il 20% dei virtuali consensi. Per non contare i “rossi” di Liberi e Uguali, ai quali i sondaggi assegnano cifre da prefisso telefonico se si andasse a votare prima dello scadere naturale della legislatura.

In un quadro così fatto, a cascata il Centrodestra sta organizzandosi nei territori. La prima prova saranno le elezioni Regionali in Umbria la prossima domenica, che suoneranno con ogni probabilità come un avviso di sfratto all’Esecutivo giallo-rosso, con cifre da capogiro per il Centrodestra. Per poi giungere alle realtà locali da Nord a Sud del Paese.

Il ruolo dell’on. Gaetano Galvagno

L'on. Gaetano Galvagno

L’on. Gaetano Galvagno

Paternò e la politica paternese sembra stiano restando a guardare le dinamiche in attesa che qualcuno muova le acque frastagliate di questo fronte moderato che nella città però è frammentato. Un ruolo principale, nella ricomposizione di un possibile fronte moderato a Paternò lo giocherebbe quasi certamente il parlamentare regionale siciliano Gaetano Galvagno, che in Fratelli d’Italia è come se detenesse la golden share nel territorio e che si muove tessendo alleanze nel capoluogo etneo senza però lasciare da parte Paternò, che nelle urne gli tributò circa 1500 consensi. Non tanti, ma neanche troppo pochi. Fratelli d’Italia giunge certamente come partito maggioritario nel tavolo dei lavori per un possibile cantiere politico del Centrodestra. Tra i protagonisti i gruppi afferenti all’assessore Vito Rau, tra i coordinatori regionali del partito di Meloni in Sicilia, e quelli riconducibili ad Ignazio La Russa, rappresentati in questo momento in Amministrazione Comunale dall’avvocatessa Rosanna Natoli, fresca di nomina. Le anime sono diverse ed è possibile che alle prossime Amministrative non basterà una sola lista per accogliere tutte le frange del partito.

La posizione di Forza Italia

Forza Italia, dal canto suo, sembra stia costruendosi una propria identità senza giungere a nessun ragionamento di coalizione con gli altri partner naturali. I commissari a Paternò Francesco Rinina (molto vicino all’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone), e Salvatore Chisari sembrano giocare una partita distante dai consiglieri comunali azzurri Guido Condorelli, Emilia Sinatra e Giuseppe Orfanò. Mentre la Lega, che a Paternò alle ultime Europee ha ottenuto circa un migliaio di consensi, cammina sulle gambe del neo commissario riconfermato Vito Palumbo e del consigliere comunale Salvatore Malerba, fresco di passaggio al partito di Salvini e fedelissimo del sindaco Nino Naso, come del resto Fratelli d’Italia e tutte le frange civiche che lo sostennero alle elezioni Amministrative del 2017.

Il ruolo chiave di Nino Naso

Nino Naso, sindaco di Paternò

Nino Naso, sindaco di Paternò

Altro ruolo avrebbe sicuramente il vicesindaco Ignazio Mannino, con già un piede nella Lega. Si attenderebbe già da mesi solo il passaggio ufficiale. #DiventeràBellissima, partito del governatore siciliano Nello Musumeci, in città è rappresentato da due consiglieri comunali di opposizione (Anthony Distefano, già candidato sindaco, e Giuseppe Lo Presti). Altra difficoltà, se parliamo di un tentativo di ricomposizione del Centrodestra, che si somma a tutte le altre. E’ presto detto: un tavolo del Centrodestra a Paternò dovrà pur aprirsi, per chiarire prospettive e posizionamenti dei diversi grandi o piccoli leader. Ed un ruolo importante in tal senso dovrà necessariamente averlo il sindaco Nino Naso, il cui posizionamento civico non è messo in discussione, da tutti però conosciuto come uomo di centro moderato, alla testa di un’Amministrazione certamente definibile di Centrodestra. Non potrà che essere Naso il punto di congiunzione di qualsiasi ragionamento nell’alveo del Centrodestra, allargando il fronte civico a quello dei partiti. Anzitutto perchè non si vedono leader in città che possano rappresentarne un’alternativa vera e seria, quantomeno in questa metà campo. E poi per l’estrazione certo non progressista né di Centrosinistra dello stesso Naso, nonostante i fastidiosi e tendenziosi mugolii di inizio legislatura. I prossimi mesi chiariranno il quadro, anche in vista di importanti svolte che si attendono sul campo della rappresentanza civica e autonomista da sempre rappresentata da Naso. Scrivi al direttore alla mail dibella@freedom24news.eu

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