Piazza Affari su del 3% e lo spread torna a 290

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ECO01F15A_1487309F1_-593x443Piazza Affari festeggia con un +3%, tornando a 19.279 punti, dopo solo mezzora di contrattazioni, interpretando evidentemente le ultime dichiarazioni dei due vicepremier — che rivelano anche se con toni diversi uno spiraglio di trattativa con l’Europa — come un cambio di direzione degno di credito. Notevole, dall’altro lato, la discesa dello spread (la distanza tra il rendimento dei nostri Btp decennali e i bund tedeschi) precipitato a 280 punti, il livello minimo degli ultimi due mesi, e poi risalito a 290 a metà mattina. Il rendimento del Btp decennale, quindi, si è portato dal 3,6% al 3,2% circa. Il 20 novembre, solo sei giorni fa, alla vigilia della bocciatura da parte della Commissione europea, lo spread aveva sfondato quota 334. Anche le altre principali Borse europee hanno aperto le contrattazioni in rialzo, sulla scia della chiusura positiva di Tokyo, con il Nikkei a +0,76%. In rialzo l’euro sul dollaro a 1,1375 a Londra. A metà l’indice d’area stoxx 600 guadagna l’1,2%. Avanza Parigi (+1,4%), Francoforte e Londra (+1,2%), Madrid (+1,6%). I mercati probabilmente festeggiano anche l’accordo europeo per la Brexit, mentre oggi è atteso anche un intervento di Mario Draghi al Parlamento europeo.

Gli investitori, dunque, scommettono su una revisione della manovra economica dopo l’apertura al dialogo con l’Unione europea da parte del premier, Giuseppe Conte, e le parole del vicepremier, Matteo Salvini, «Nessuno si attacca al 2,4%», mentre anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, spiega che «se poi all’interno della contrattazione deve diminuire il deficit non è importante»

Le Banche italiane, intanto, si trovano ai massimi da tre settimane. L’indice Ftse Italia Banche guadagna oltre il 5% e torna ai livelli dello scorso 7 novembre. Sul Ftse Mib le performance più brillanti sono quelle di Bper (+6,6%), Ubi (+6%), Banco Bpm (+5,7% dopo aver recuperato il 7,7% la scorsa settimana), Unicredit (+5,5%) e Intesa Sanpaolo(+5%). Fuori dal Ftse Mib, exploit di Carige (+12,5%) nella settimana decisiva per il varo del bond subordinato necessario al rafforzamento patrimoniale chiesto da Bce: il calendario dell’operazione prevede giovedì m il cda della banca in cui si esamineranno i dettagli del’operazione e venerdì l’assemblea dello Schema Volontario del Fondo interbancario che sottoscriverà 320 milioni di euro; l’emissione dovrebbe avvenire il primo dicembre. Monte dei Paschi, dal canto suo, guadagna l’8%.

In un report odierno, gli analisti di Barclays tornano a scommettere sull’ipotesi di un nuovo ciclo del programma di T-Ltro della Bce (le operazioni mirate di finanziamento di più lungo termine per favorire la trasmissione dei prestiti bancari all’economia reale) come possibile nuovo intervento di Francoforte, da annunciare tra dicembre e gennaio, per prevenire un peggioramento delle condizioni del credito in una fase di rischi macroeconomici crescenti.

Le banche, che hanno una notevole componente di titoli di Stato nei loro bilanci, soffrono oppure vivono momenti di euforia, a seconda dell’atteggiamento del mercato nei confronti dell’azienda Italia. In queste ore l’apertura di credito è evidente. E le quotazioni dei Btp e dei titoli bancari lo mostrano con chiarezza.

Corrieredellasera