Aquarius, la Francia dice no: «Il porto più vicino non è Marsiglia»

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2018-09-25T073956Z_671884106_RC16A6006140_RTRMADP_3_EUROPE-MIGRANTS-AQUARIUS-ktjC-U3030743149648e3D-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443« Per ora, la Francia dice no»: il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, intervistato da Bfm-Tv-Rmc, ha risposto così alla domanda se la Francia fosse pronta ad accogliere la richiesta dell’Ong Sos Mediterranee di aprire il porto di Marsiglia alla nave Aquarius con 58 migranti a bordo. Intervistato in diretta alla trasmissione di Jean-Jacques Bourdin, il ministro ha detto che «per ora la Francia dice no» all’arrivo dell’Aquarius a Marsiglia. «Se non definiamo delle regole comuni, non riusciremo ad affrontare la sfida dell’immigrazione», ha avvertito, tornando ad insistere – come altri esponenti del governo di Parigi – sulla necessità di una soluzione comune. Citando le «regole europee», Le Maire ha precisato che la nave umanitaria «deve attraccare nel porto più vicino (…) Non a Marsiglia». Ma quale sarebbe il porto più vicino? Lo dice esplicitamente il deputato della Re’publique En Marche, Said Ahamada, intervistato in diretta su Bfm-tv : «Se l’Italia vuole continuare a far parte dell’Europa deve rispettare le regole». «Il diritto marittimo internazionale – aggiunge – si applica alla Francia, ma anche all’Italia». Dei «Paesi sovrani non possono ignorare le regole comuni solo perché si sono svegliati un giorno e hanno deciso così», ha avvertito.

«Non cadiamo nella trappola»

Lunedì i responsabili di Sos Mediterranee e di Msf avevano lanciato un solenne appello all’amministrazione del presidente Emmanuel Macron affinché aprisse «eccezionalmente» il porto di Marsiglia ai 58 attualmente a bordo dell’Aquarius. Ma Parigi ha risposto picche. «L’umanità – ha ribattuto già ieri sera il portavoce del governo, Benjamin Griveaux – significa lasciare attraccare la nave nel porto più vicino e più sicuro. È attraverso la cooperazione con i nostri partner europei che forniremo una soluzione. Non cadiamo nella trappola che alcuni ci tendono».Ha poi aggiunto che la Francia si assume le sue responsabilità accogliendo una quota di rifugiati ma «dobbiamo dire no alla migrazione economica».

La revoca della bandiera

Intanto il governo di Panama ha deciso di revocare la sua bandiera alla Aquarius dopo aver ricevuto una segnalazione da parte delle autorità italiane. Le due associazioni che utilizzano la nave umanitaria, Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, hanno tenuto una conferenza stampa per chiedere alle autorità panamensi di rivedere la loro decisione. Sos Mediterranee ha denunciato «la palese pressione economica e politica esercitata da governo italiano che condanna centinaia di donne, uomini e bambini in fuga a raggiungere quel cimitero marino che e’ diventato il Mediterraneo». Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, dall’inizio dell’anno sono morti nel Mediterraneo almeno 1.700 migranti.

La Francia

Dall’inizio della crisi scatenata quest’estate dalla chiusura dei porti italiani ai migranti la Francia non ha mai accettato di far sbarcare navi umanitarie, sostenendo che in virtù del diritto marittimo i naufraghi devono essere sbarcati nel «porto sicuro» più vicino. A giugno la stessa nave era stata al centro di una crisi diplomatica dopo avere recuperato 630 migranti al largo della Libia: allora sbarcarono in Spagna a seguito del rifiuto di Italia e Malta di accettarli. Lo scenario si è ripetuto ad agosto per 141 migranti sbarcati poi a Malta.

Corrieredellasera

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