Il Cda di Tim diventa americano. Maggioranza al gruppo Elliot

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Al centro, da sinistra, Amos Genish con Franco Bernabè

Al centro, da sinistra, Amos Genish con Franco Bernabè

Elliott vince la sfida in Tim contro l’azionista di controllo Vivendi. La sua lista è stata la più votata in assemblea e si aggiudica così 10 posti in cda. Entrano tra gli altri Fulvio Conti, Alfredo Altavilla e Luigi Gubitosi. A Vivendi, finita in minoranza, spettano 5 rappresentanti. E Tim inverte la rotta in Piazza Affari dopo la vittoria della lista del fondo Elliott all’assemblea degli azionisti per il rinnovo del Cda. Il titolo, che prima del voto perdeva lo 0,8% ora segna un rialzo dell’1,15% a 0,85 euro. Resta positiva Vivendi (+1%) sulla Piazza di Parigi, uscita sconfitta dal confronto con il fondo Usa.

Vivendi non intende disimpegnarsi da Tim e “supporta Genish e la sua strategia industriale a lungo termine. Saremo molto attenti e vigili affinché la strategia non cambi”, ha detto Simon Gillham, direttore della comunicazione di Vivendi. In merito alla possibilità di dismettere una parte della quota di Vivendi, Gillham ha dichiarato che “siamo un azionista di lungo termine”. In merito alla possibilità che l’ad in pectore si dimetta, nel caso di divergenze con il cda sulla strategia, Gillham si è limitato a un “no comment”.

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